“100 case per 100 idee”  Un nuovo turismo per Lecco
Un momento dell’incontro lecchese degli “host”, chi affitta la propria casa

“100 case per 100 idee”

Un nuovo turismo per Lecco

Il portale Airbnb ha incontrato chi affitta per trasformare l’appartamento in un’opportunità - Gli organizzatori: «Niente nero e rispetto delle regole»

Una sala, quella dell’Oto Lab Lecco, piena di gente. Anzi, di “host” ovvero, letteralmente, di gente che accoglie. Sono il nuovo popolo di chi ha una casa sfitta e non vuole più penare nel mettere dentro persone che non arrivano alla fine del mese, che non pagano, che ti distruggono l’appartamento, come ci racconta qualcuno.

Persone che hanno una casa grande e magari hanno sempre sognato di riempirla di colori e di idee di altri paesi, ospitando. E persone che vorrebbero un extra reddito, che magari sono donne con un part time per curare i figli, che però gradirebbero migliorare la propria situazione economica. Altri che vorrebbero semplicemente arricchire la magra pensione con un’occupazione, quella di “gestore non professionale” di case vacanza, che è anche arricchente. E proprio sul concetto di arricchimento che viene dal dare qualcosa (la ricettività) al territrio, e ricevere un modo nuovo di vedere il mondo, non solo i soldi, si è basato l’evento nazionale, declinato in salsa lecchese, “100 case 100 idee” promosso dall’associazione “Ospiti per Casa” che da anni (prima come associazione di home sharing Lecco e poi aprendosi ulteriormente a tutto il territorio), sostiene un turismo di qualità e in regola. Un “gruppo di host” che, a oggi, rappresenta più di ottanta associati su tutto il Lario e aree limitrofi e che ha risposto con entusiasmo all’iniziativa promossa dal portale Airbnb attivando l’evento in tre location Lecco, Como, Olgiate. A Lecco la coordinatrice è stata Micol Bonacina. A Como la lecchese Claudia Pattarini. «Per la prima volta il popolo degli host - spiega Bonacina -, coloro che hanno scelto di aprire la propria abitazione al turismo, scende in campo e si incontra per l’evento nazionale 100 case 100 idee. Dalle grandi città ai piccoli borghi, in tutta Italia per stilare un manifesto su opportunità e sfide e confrontarsi con le istituzioni». Istituzioni rappresentate ieri dal vicesindaco e assessore al Turismo Francesca Bonacina, dal consigliere regionale Antonio Rossi, e da altri esponenti della società civile. Formati dei tavoli di lavoro gli host si sono confrontati su tre aree di discussione: ambiente (buon vicinato, rispetto dell’ambiente), sociale (sicurezza delle persone, qualità dell’ospitalità, rapporto fra politiche per il turismo e per la residenzialità) ed economia (pagamenti digitali e attività in regola con le norme amministrative e fiscali, indotto commerciale e supporto agli esercizi di vicinato).

Alla fine ne è uscito un quadro confortante ed edificante di un fenomeno, quello dei B&B (bed and breakfast), e delle case vacanze, visto male dagli albergatori e dai professionali per il fatto di “rubare” turismo a hotel e alberghi senza tutte le imposizioni di legge e il rischio d’impresa sopportato dagli albergatori stessi. Ma Claudia Pattarini, prima di raggiungere Como per l’incontro con più di cinquanta host “sold out” già da settimane, spiega: «Se si rispettano le regole del gioco, se si fanno le cose per bene, con giudizio e gusto, non c’è competizione con gli alberghi. Sono due tipi di turismo diverse. Ma per questo vogliamo far emergere il nero, far rispettare a tutti le regole che ci sono. Per far sì che albergatori da una parte e noi dall’altra possiamo contribuire a migliorare sempre più l’offerta e diversificarla a seconda delle richieste. Senza sovrapposizioni e scorrettezze».


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