Lecco, Province in alto mare
«Nessuna deroga per Sondrio»

Lo hanno deciso i sindaci riuniti a Villa Locatelli. Domani al Comitato regionale delle autonomie locali si dovrebbe risolvere il rebus degli accorpamenti, ma sarà guerra di tutti contro tutti. Altro punto fermo per i lecchesi: «Questa riforma è una presa in giro»

Comuque vada, Lecco chiede due cose: primo, che sia scritto nero su bianco che la legge di riorganizzazione delle Province è una presa in giro per i cittadini; secondo che le deroghe non devono passare. Né per Sondrio né per Mantova, in Lombardia, anche per arginare la pioggia di eccezioni che le Province del sud, come è prevedibile, faranno pervenire sui tavoli delle rispettive Regioni per salvare se stesse.
Sono questi i punti fermi su cui hanno concordato a Villa Locatelli i sindaci e i capigruppo provinciali e comunali riuniti per la seconda volta con il presidente della Provincia Daniele Nava, il sindaco di Lecco <+nero>Virginio Brivio, presente anche il presidente della Camera di Commercio Vico Valassi, per concordare tutti insieme la posizione del Lecchese da presentare oggi al Consiglio delle autonomie locali (Cal) a Milano.
È il momento di sistemare tutti i pezzi del puzzle Lombardia perché oggi dovrebbe uscire la proposta di accorpamento delle Province lombarde da inviare poi al Pirellone. Il condizionale è inevitabile: «La vedo dura - ha confessato il presidente della Provincia -. Difficile che si riesca a quagliare su una proposta seria e condivisa. Volerà qualche straccio».

Gli approfondimenti nell'edizione della Provincia di Lecco in edicola domani, martedì 2 ottobre.

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