Val Fraina, la centrale va in Consiglio  Il comitato: «Atto di pura incoscienza»
L’alpeggio della Rasga: è la zona che subirebbe le maggiori conseguenze del progetto di “Energia e futuro”

Val Fraina, la centrale va in Consiglio

Il comitato: «Atto di pura incoscienza»

Premana, venerdì l’assemblea municipale

discuterà sulla cessione delle aree e sulle servitù

Colpo di scena sulla centrale della val Fraina: venerdì sera il consiglio comunale di Premana sarà chiamato a deliberare sulla cessione delle aree e sulla costituzione di servitù richieste dalla società “Energia e futuro” per poter costruire.

Sembrava che il discusso progetto fosse stato ormai affossato dalla decisione del commissario prefettizio Marcella Nicoletti a causa della posizione scelta per l’impianto: in zona di dissesto idrogeologico, e quindi in zona non edificabile.

Sembrava quindi definitivamente fuori gioco; e ciò soprattutto dopo aver acclarato che, aderendo all’Asbuc (l’Amministrazione separata dei beni frazionali di uso civico), gli alpigiani avrebbero avuto il pieno diritto di competenza su ogni decisione riguardante i terreni gravati.

Ora il fulmine a ciel sereno: «Se le conseguenze per le casse comunali e gli stessi consiglieri comunali non fossero tragiche - comincia Fabrizio Fazzini, portavoce del Comitato “Salviamo i nostri torrenti” - si potrebbe quasi definire la scelta del sindaco di deliberare sull’uso civico dei terreni dell’alpe Rasga, un atto di grande coraggio».

«Purtroppo però - prosegue - è una scelta amministrativa che trascinerà il Comune ed i singoli consiglieri in una causa legale, in ambito civile e penale; quindi non può che essere definita, con eleganza, un atto di pura incoscienza».

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