Truffò il maestro del rame

Pavese condannato a due anni

Cremeno, l’imputato pagò con un assegno rubato

un set di prodotti del valore di tremila euro

Truffò il maestro del rame Pavese condannato a due anni
Cremeno - Il processo è stato celebrato nel tribunale di Lecco
(Foto di Sandro Menegazzo)

Due anni e due mesi di condanna a Pierluigi Forti, sessantenne originario della provincia di Pavia, con molti precedenti specifici, accusato di una truffa ai danni di Stefano Gasperini, artigiano del rame figlio d’arte.

Stefano ha infatti raccolto il testimone dal padre, quel mitico Pino che aveva bottega a Pasturo davanti a Prato Pigazzi, dove un tempo si svolgeva la Sagra delle sagre.

Una bottega che era quasi diventata un simbolo dell’artigianato valsassinese, nonostante Gasperini fosse originario della Valsugana, bottega da tempo trasferita a Maggio di Cremeno.

I fatti ricostruiti nell’aula del tribunale di Lecco risalgono all’ormai lontano 2009, quando Gasperini ricevette la telefonata di un cliente. Questi, alla cornetta, si disse intenzionato ad acquistare un set di prodotti in rame (un paiolo, 17 pentole, dieci padelle, quattro lattiere, due scolapasta e due set di mestoli, per un importo complessivo di quasi tremila euro) in vista di un regalo di nozze.

Accordatisi per la consegna, l’acquirente si presentò pagando con un assegno bancario, risultato essere rubato e relativo a un conto corrente ormai chiuso.

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