«Sui monti del Lecchese  alto rischio di valanghe»
La vetta del Grignone, monte «da evitare» in questo periodo dell’anno

«Sui monti del Lecchese

alto rischio di valanghe»

L’esperto: «Neve instabile: meglio restare

sotto i duemila metri ed evitare le pendenze superiori ai 30°»

Quasi un metro di neve, ma un marcato rischio valanghe con consiglia di rimanere a quote basse e di valutare molto bene l’escursione che si intende effettuare.

Domenica in Lombardia sarà il primo giorno in zona gialla, senza cioè più limiti negli spostamenti tra Comuni, e quindi ci si attende una grande affluenza sulle montagne lecchesi. Le condizioni delle nostre montagne però consigliano grande prudenza, come spiega Fabio Lenti, formatore e soccorritore della delegazione lariana del Soccorso alpino, ragno di Lecco e direttore della casa delle guide di Introbio.

«Prima è arrivata neve, poi acqua e poi di nuovo neve e quindi la situazione del fondo è abbastanza critica - dice - Su pendii sopra i 30 gradi si rischia che si stacchi tutto dal fondo. Servirebbe il sole per “lavorare” la neve e assestare la situazione, ma fino a domenica non è previsto. Il pericolo valanghe nel nostro territorio è quindi da considerarsi marcato». Non ci sono quindi ancora le condizioni per le classiche gite invernali: «Il mio consiglio – continua - è quello di stare sotto i 2mila metri di quota e di non andare su pendii superiori ai 30 gradi di pendenza. Ci sono stati accumuli e vento molto forte da sud che rendono a rischio le quote superiori».

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