Strada abusiva in Val Biandino  «Doveva essere solo manutenzione»
Il sentiero e, a destra, la nuova “strada” che portano al rifugio “Santa Rita”

Strada abusiva in Val Biandino

«Doveva essere solo manutenzione»

L’argomento ha scaldato il consiglio comunale di Introbio

L’abuso perpetrato sul sentiero che da Biandino sale al rifugio “Santa Rita” ha scaldato il consiglio comunale di Introbio.

Il gruppo di minoranza voleva saperne di più su come è perché sia stato possibile un tale sfregio alla valle dove c’è un vincolo paesaggistico confermato anche dal sindaco Adriano Airoldi.

Indignato il capogruppo Lino Artusi: «Non c’è alcun permesso, come ci è stato detto. Come si fa a non vedere un escavatore da 35 quintali che per salire in Biandino ha impiegato una giornata ed una a scendere? È stato multato, visto che sono state fatte 82 contravvenzioni ad auto senza permesso? Chi ha fatto la denuncia ai carabinieri forestali? Quali conseguenza avrà l’abuso sul territorio? Si doveva chiedere un parere al proprietario del terreno?».

Il sentiero è stato messo sotto sequestro il 23 settembre, dopo una denuncia, dopo due giorni di lavoro e 540 metri di allargamento per il sindaco, e più di 700 secondo Artusi (misurati con il Gps).

«Per l’escavatore nessuno ha chiesto l’autorizzazione - sostiene Airoldi - Chi ha fatto i lavori aveva chiesto l’autorizzazione per fare una manutenzione ordinaria: ci sono gli atti».

L’articolo completo sul giornale in edicola domani, giovedì 28 ottobre.


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