“Ragno”, rifugista e sindaco di Cassina
Addio a Redaelli, il “Re del Civetta”

Aveva 87 anni, fu pro imprese alpinistiche degli anni ’50 e ’60

“Ragno”, rifugista e sindaco di Cassina Addio a Redaelli, il “Re del Civetta”
Giorgio Redaelli con la moglie Aurora nel 2007 ad Artavaggio

È stato protagonista di alcune tra le più belle imprese dell’alpinismo italiano degli anni Cinquanta e Sessanta.

Nella notte tra domenica e lunedì è morto Giorgio Redaelli , 87 anni, ex sindaco di Cassina.

“Ragno”, guida alpina, rifugista e accademico del Cai, era membro dell’École militaire de haute montagne di Chamonix, ex istruttore nazionale di alpinismo e maestro di sci; era stato anche istruttore federale di tennis, nonché tecnico di club fitting nel settore del golf.

Nato e cresciuto a Mandello, nella frazione di Molina, da ragazzino si arrampicava in Grignetta. Il 24 settembre 1960 sposò Aurora Rainelli , scalatrice di ottimo livello.

Negli anni Settanta costruì il rifugio Aurora, chiamato così in onore della moglie, ai Piani d’Artavaggio sopra Moggio, gestito dalla coppia fino al 2006.

Redaelli ha fatto parte della cordata che, nel 1956, ha compiuto la prima ripetizione della via di Bonatti al Dru, portando alla ribalta internazionale la generazione degli alpinisti lecchesi del Dopoguerra; è stato un grande interprete della dell’alpinismo invernale.

«Eravamo in consiglio comunale insieme, e Redaelli aveva guidato il paese per un anno e mezzo fino al 1992 quando poi sono stato eletto io» ricorda il sindaco di Cassina Roberto Combi ».

Le esequie mercoledì alle 10.30 nella parrocchiale del Sacro Cuore a Mandello. Lascia la moglie Aurora e i figli Mauro e Nicoletta.

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