La valle? Non è un paese per donne  Solo 14 le vie dedicate al gentil sesso
Via Santa Caterina a Introbio, le vie al femminile sono tutte dedicate alle sante o alla Madonna

La valle? Non è un paese per donne

Solo 14 le vie dedicate al gentil sesso

I dati censiti dal sistema toponomasticafemminile.com rivelano la mancanza

Nemmeno Antonia Pozzi è ricordata a Pasturo: «Dobbiamo intitolarle una strada»

Sono solo 14 le vie intitolate alle donne in Valsassina e la maggior parte di esse sono dedicate in qualche modo alla Madonna o alle sante: la Valsassina non è un paese per donne.

Solo 1.5% delle strade

Le vie oltrettutto sono tutte concentrate in quattro paesi: quattro a Barzio e sono via Assunta, via Madonnina, via Guarisca Arrigoni e via Francesca Manzoni sul totale di 96 strade di cui 26 intitolate a uomini.

Tre sono a Cremeno, via Santa Maria, via Madonnina e via Gina Manzoni (90 in totale e 15 maschili) e tre anche ad Introbio, via Santa Caterina, via Livia Longoni e via Maria Tantardini (62 e 15 dedicate a uomini)

A Primaluna, dove ci sono 64 strade (21 maschili) ci sono via Santa Maria e via Anna Maria Ponzinibio ed a Ballabio su 91 (42 di uomini) ci sono via Santa Maria e via Maria Soliani.

Nessuna dedica a donne invece in tutti gli altri paesi: Casargo (73 – 22), Cassina (38 – 8), Cortenova (44 – 16), Margno (46 – 10), Moggio (35 -11), Morterone (53 – 0), Pagnona (14 – 1), Parlasco (24 – 9), Pasturo (45 – 4), Premana (53 – 28) e Taceno (50 – 5).

Quindi, su 907 strade della nostra valle, 160 sono quelle intitolate a uomini e l’1,5 % delle rimanenti alle donne.

I dati sono stati censiti dal sito toponomasticafemminile.com con il progetto nato nel 2012 che ha lo scopo di fare pressioni su ogni singolo territorio affinché siano dedicati alle donne un numero sempre maggiore di luoghi urbani «per compensare l’evidente sessismo che caratterizza l’attuale odonomastica», ossia l’insieme di tutte le aree di circolazione di un centro abitato.

Se ne occupa un gruppo di oltre 9mila partecipanti che ha fatto il censimento dal quale risulta che la media delle strade intitolate a donne va dal 3 al 5%, ed in prevalenza sono madonne e sante, mentre quelle dedicate a uomini sono il 40% circa ed il valle sono il 17,6%.

«Le vie vengono intitolate dai comuni - commenta lo storico Marco Sampietro – ed il problema è lo stesso che c’è a livello nazionale. Quelle dedicate alla Madonna o alle Sante prendono il nome delle vie che di solito portano a chiese o cappellette. Le intitolazioni sono iniziate dopo l’Unità d’Italia e nei nostri paesi non mancano i riferimenti poi dopo la Prima guerra mondiale ci sono state le intitolazioni legate a quel periodo».

È comunque evidente una grossa mancanza in valle: non è ricordata la poetessa Antonia Pozzi, né a Pasturo, né in altri comuni.

La poetessa va omaggiata

«In effetti manca. - concorda lo storico Sampietro – Bisognerebbe trovare una bella via importante e dedicarla alla poetessa che ha scelto di venire in Valsassina. Ad Introbio c’è via Livia Longoni che è stata la moglie di Camillo Antoniani: era una milanese che al tempo della peste aveva istituito un legato per i poveri del paese ed è ricordata anche da una lapide nella vecchia canonica di Introbio. Anna Maria Ponzini invece è stata una maestra di Vimogno, nel primo Novecento».


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