«La nuova piscina? Si può fare»  Ma la gestione rimane un rebus
Introbio - L’area del Prà di Baster (Foto by Mario Vassena)

«La nuova piscina? Si può fare»

Ma la gestione rimane un rebus

Barzio, presentato lo studio di fattibilità dell’impianto

che potrebbe sorgere in via Valleggio a Introbio

Si può fare: questo il responso che la società di ingegneria “La Mercurio” presentando ai sindaci lo studio di fattibilità della piscina della Valsassina.

Un intervento del costo di 2 milioni 390mila euro (Iva esclusa) per realizzare l’intervento sull’area di 5mila metri quadrati, in via Valleggio ad Introbio, sul terreno di Prà di Baster.

Una vasca principale da 25 metri, con cinque o sei corsie, ed una secondaria di tipo ludico da utilizzare per diverse discipline, dal fitness alla fisioterapia, realizzate con i servizi accessori (su 640 metri quadrati) secondo le normative Coni per l’esercizio, non per attività agonistiche.

Il bacino di utenza è calcolato in 24.500 persone di cui sono state ipotizzati 1.500 frequentatori per attività corsistica e di nuoto libero.

La gestione avrebbe ricavi per circa 330mila euro e costi per 295mila euro, con un margine operativo di 35mila euro.

Per la realizzazione è previsto il partenariato pubblico con la gestione affidata al costruttore-gestore per un periodo di quindici, venti anni.

«Come ente – ha detto Carlo Signorelli, introducendo la serata con i sindaci in Comunità montana – ci siamo messi a disposizione per coordinare l’iniziativa partita quasi due anni fa con la proposta di alcuni sindaci della valle».

L’ingegner Marco Salata ha presentato la parte tecnica, legata allo studio di fattibilità: «Il percorso è nato dall’esigenza del territorio e dalla valutazione del bacino di utenza, per le dimensioni dell’opera ed il limite degli investimenti e della gestione. È un punto di partenza. L’impianto più possibile deve essere multidisciplinare per offrire un ventaglio di servizi alla cittadinanza, oltre il nuoto libero, dal bambino fino all’adulto».

È in corso la raccolta dei questionari, che saranno estesi anche alle scuole (una popolazione di circa mille ragazzi) che dai primi risultati (150 già arrivati, altri 150 ancora da esaminare) dicono che chi frequenta la piscina oggi si muove tantissimo e che se ci fosse l’impianto, lo utilizzerebbe.

La parte finanziaria è stata illustrata dal dottor Matteo Brera che ha aggiunto il problema del finanziamento: «L’utile non è in grado di coprire i debiti del gestore. È necessaria un’integrazione dei Comuni che abbiamo calcolato in circa 200mila euro all’anno, per la durata della gestione».

Signorelli ha annunciato che nella prossima assemblea – tra un mese circa - verrà proposta ai comuni l’adesione, che potrebbe essere di 5 euro all’anno per abitante per quindici anni, sulla base di una dozzina almeno di partecipanti, facendo leva anche sul possibile finanziamento del Bim, il Bacino imbrifero montano, per abbattere i costi.n 
M.Vas.

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