Cortenova: Valsecchi sul crac Grattarola  «A quell’azienda abbiamo dato tutto»
Cortenova - Il crac da dodici milioni risale al 9 luglio 2013

Cortenova: Valsecchi sul crac Grattarola

«A quell’azienda abbiamo dato tutto»

Spirato a dicembre lo storico patron Pierantonio

l’unico imputato rimasto è il figlio Marco

Ha parlato per oltre due ore, rispondendo alle domande del pm Paolo Del Grosso, del suo avvocato Michela Andresano e del presidente del collegio Enrico Manzi.

Marco Valsecchi è l’unico imputato rimasto nell’infinito processo per il fallimento della Grattarola Srl, società di Cortenova specializzata nella produzione e nella commercializzazione di mobili di pregio, dichiarata fallita il 9 luglio del 2013 per l’impossibilità di far fronte ad un’esposizione debitoria quantificata in poco più di 12 milioni di euro (bilancio 2012).

Proprio in inizio di udienza, il collegio ha sentenziato il non doversi procedere nei confronti del padre Pierantonio, ex sindaco di Barzio, scomparso lo scorso dicembre.

Un racconto a tutto tondo, quello di Valsecchi: dal suo ingresso in Grattarola, una volta rilevata dal padre dai vecchi proprietari, il 15 settembre del 2008, quando, appena ventinovenne, era già dirigente di una delle tre compagnie d’investimento più importanti al mondo, con una brillante carriera davanti a sé.

Assunto come direttore generale, Valsecchi ha raccontato delle difficoltà da subito palesatesi nella gestione e degli ingenti capitali “immessi” dal padre, almeno cinque milioni di euro, nel corso degli anni, per rilanciarla: «Per lui non è mai stata solo una questione di interesse economico personale – ha spiegato - Ormai era in pensione ed era sindaco di Barzio, si è sempre dato da fare per il territorio: uno dei suoi obiettivi era quello di mantenere l’occupazione, anche se è innegabile che, fin da quando rilevò l’azienda, il personale era almeno il doppio di quello effettivamente necessario».

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