Dem Usa: la sfida

a Trump parte male

Son passati appena tre anni ma le campagne presidenziali degli Stati Uniti sembrano voler riavvolgere la storia. Siamo passati dagli hacker russi che avrebbero fatto vincere Donald Trump con trucchi incredibili (2016) alle primarie democratiche che, pronti via, si incartano su una qualunque app (2020, ieri), tipo quelle che girano senza problemi su ogni telefonino. Risultato: un giorno e una notte a cercare di capire quale dei candidati democratici avesse prevalso nello Iowa, dove sono in palio 41 delegati (saranno poi loro a scegliere lo sfidante) e una colossale figuraccia del partito stesso, di cui i portavoce di Donald Trump si sono subito fatti beffe. Uniche certezze: bene i candidati radicali come Bernie Sanders o Elizabeth Warren, che vogliono spostare «a sinistra» (qualunque cosa ciò significhi negli Usa) il Partito; male Joe Biden, ex vice di Barack Obama e presunto capofila dei moderati convinti che la gara presidenziale si vinca tenendosi al centro dello schieramento politico.

© RIPRODUZIONE RISERVATA