Teniamoci caro l’uomo di scarto

Narra la leggenda che al Corriere della Sera tutti considerassero Buzzati un idiota. Il dirimpettaio di scrivania, niente meno che sua maestà Indro Montanelli, lo aveva soprannominato Cretinetti.

Troppo timido, troppo montanaro, troppo soldatino applicato al dovere quotidiano. Troppo diverso, troppo perdente. Uno scarto, per quel luogo storico e prestigiosissimo. Ed era lui il primo a considerarsi un mediocre, un fallito, un giornalista da niente, uno al quale quelli bravi rifacevano sempre i pezzi, mentre lui sentiva su di sé, eterno marchio d’infamia, i sorrisi di compatimento, i silenzi imbarazzati, mentre loro, i grandi capiservizio, i grandi capicronisti e, soprattutto, i grandi inviati-editorialisti, lo lasciavano fuori dai loro giri, dalle loro confidenze. Un errore. Un paria. Uno scarto, appunto.

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