Oggiono, una folla di amici per Lorenzo

«Oggi è Venerdì Santo»

Il saluto al giovane morto nell’incidente di giovedì

Compagni di scuola e rappresentanza del Badoni con gonfalone

Il messaggio del cardinale Scola che risiede a Imberido

Oggiono, una folla di amici per Lorenzo «Oggi è Venerdì Santo»
La chiesa gremita al funerale di Lorenzo Arosio
(Foto di foto servizio menegazzo)

Una folla attonita si è radunata oggi per l’ultimo saluto a Lorenzo Arosio, 19 anni, vittima dell’incidente avvenuto la sera di giovedì scorso, sulla provinciale Galbiate-Oggiono, uscendo di strada al volante della propria auto.

La famiglia

Alla famiglia del ragazzo, nato e cresciuto nella frazione di Imberido, ha fatto giungere un messaggio «di vicinanza» l’arcivescovo emerito di Milano, cardinale Angelo Scola che (come è noto) ha scelto proprio Imberido per ritirarsi al termine del ministero in Duomo. «Il cardinale ha pregato e pregherà per Lorenzo - ha riferito ai molti fedeli il prevosto, don Maurizio Mottadelli - e celebrerà una messa di suffragio». Alla memoria del giovane ha reso omaggio la sua ex scuola, l’istituto “Badoni” di Lecco, dove aveva studiato con profitto, tanto da ottenere subito, lo scorso novembre, un posto di lavoro nella ditta “Gilardoni Raggi X” di Mandello, da dove è peraltro pervenuto l’altro giorno il ricordo commosso del presidente, Marco Taccani Gilardoni.

Il “Badoni” ieri ha reso merito all’impegno di Lorenzo Arosio col gonfalone e una delegazione di docenti e personale guidata dall’ex preside, Angelo De Battista. Molti anche i compagni e gli amici, presenti dentro e fuori la chiesa, senza parole, con lo sgomento scritto sui giovani volti e negli occhi arrossati dalle lacrime, sgorgate e faticosamente trattenute. Accanto al feretro, sulla prima panca della chiesa, tutte le donne della vita di Lorenzo, «come ai piedi della Croce», nell’immagine più volte evocata da don Maurizio nell’omelia: la fidanzata Isabel; la mamma Francesca; le sorelle Clara, di 17 anni, ed Emma, di 14, che per una lunga parte della mesta cerimonia si sono tenute per mano; un dolore immenso, eppure composto, il loro.

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