Oggiono, contenzioso sul parcheggio  Il Comune paga il terreno
Il parcheggio di largo Mose Mosacci oggetto di un lungo contenzioso

Oggiono, contenzioso sul parcheggio

Il Comune paga il terreno

L’area non era pubblica , l’ente sosteneva che poteva usarla gratis

Il giudice ha stabilito 8.600 euro , valore della perizia

La vicenda annosa, e piuttosto paradossale, del parcheggio di largo Mosè Mosacci si è conclusa con la transazione tra proprietario dell’area, Paolo Amati, e Comune: quest’ultimo, alla fine, gli riconoscerà il valore di perizia del terreno sul quale l’area di sosta è stata costruita, cioè 8.608 euro.

Le spese notarili a metà

Le parti si divideranno le spese notarili e anche quelle legali (incluse quelle relative alle cause pendenti al Tar) verranno compensate. Il capitolo, dunque, è chiuso: l’estinzione del giudizio è stata pronunciata dalla seconda sezione del Tribunale di Lecco. Il parcheggio di largo Mosè Mosacci si trova – com’è noto - tra la centralissima piazza Manzoni e quella del municipio: fu attrezzata per le auto senza che fosse interamente pubblica. La vicissitudine si trascina dal 2011 almeno; in avvocati, il Comune ha speso oltre 9mila euro; se ne sono aggiunti altri 1.340 per i tecnici necessari a esperire le perizie disposte dal Tribunale.

Ora, l’amministrazione guidata dal sindaco Roberto Ferrari ha dovuto aprire nuovamente – e definitivamente - il portafogli, per raggiungere la transazione, inizialmente proposta dal giudice attorno ai 9.600 euro, quindi lievemente maggiore rispetto alla perizia stessa, eseguita dal tecnico Roberto Meregalli; con la transazione, si è raggiunto ora il valore di mercato; al contrario, l’amministrazione sosteneva da anni di poter ottenere l’area gratis, percorrendo la via dell’usucapione, naufragata ultimamente perché «le recenti pronunce del giudice amministrativo, discostandosi dalla precedente giurisprudenza - rimarca il sindaco Ferrari - hanno escluso tout court la possibilità per la pubblica amministrazione di acquisire beni mediante usucapione».

Il Comune, perciò, dovrà pagare «per non esporsi a ulteriori spese legali per il proseguo della causa, nonché all’accollo delle spese di processo». L’antefatto affonda le radici in un passato così lontano (quando Oggiono era governato dall’amministrazione democristiana di Luigi Pirovano) da lasciare intravvedere al Comune i presupposti proprio per l’usucapione: sui due fronti, dal 2011, si sono schierati il Comune e gli eredi della proprietà.

Occupazione senza titolo

Quest’ultima ha sempre sostenuto che il Comune avesse occupato senza titolo l’area, costruendo il parcheggio pubblico; il privato però s’era fatto vivo «tardivamente» secondo il Comune, con pretese «considerevoli», inizialmente attorno ai 60mila euro per una striscia piuttosto stretta e lunga che corrispondeva tuttavia a diversi posti auto.

Il parcheggio in questione rende disponibili 33 posti in tutto, 24 dei quali dal 2007 sottoposti al parcometro.

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