Nostra famiglia, presidio dei lavoratori  «Il contratto non può essere cambiato»
Uno dei presìdi organizzati in questi mesi dai lavoratori de “La Nostra Famiglia” (Foto by Foto Menegazzo)

Nostra famiglia, presidio dei lavoratori

«Il contratto non può essere cambiato»

Bosisio PariniIl personale uscirà tutti i giorni a distribuire volantini per sensibilizzare i cittadini

I sindacati: «Nessuna necessità di agire così». L’associazione: «Miriamo a garantire i servizi»

Riparte fino al 31 agosto il presidio dei lavoratori della Nostra Famiglia, che contestano la decisione, a loro detta, unilaterale dell’associazione di modificare il contratto di lavoro dei dipendenti. Il personale presente al polo bosisiese uscirà tutti i giorni in pausa pranzo a distribuire volantini per sensibilizzare la cittadinanza.

La presa di posizione di Cgil, Cisl e Uil locali è affidata a una nota: «La Nostra Famiglia non ha alcuna necessità di mettere mano alla modifica del contratto di lavoro per oltre 2.400 dipendenti - si legge - Dopo diversi incontri che hanno visto in prima fila le nostre segreterie nazionali nell’esame dei dati economici e patrimoniali del bilancio, l’analisi dei dati ha confermato la nostra posizione iniziale. Ovvero, non va modificato il contratto. Ci sono state criticità, ma nessuna di questa può essere imputabile al costo del personale che da oltre 14 anni attende il rinnovo contrattuale».

Pre-intesa

Relativamente a quest’ultimo punto lo scorso 10 giugno era stata sottoscritta una pre-intesa per il rinnovo del contratto nazionale della sanità privata, scaduto nel 2006, con la firma definitiva che sarebbe dovuta avvenire entro la fine di luglio.

L’accordo era stato firmato con il beneplacito del Governo che si era impegnato a contribuire, per il 50%, agli adeguamenti di stipendio previsti, circa 150 euro lordi, ma Aris (Associazione religiosa istituti socio-sanitari) e Aiop (Associazione italiana ospedalità privata) non hanno firmato la ratifica finale, chiedendo ulteriori garanzie.

Disponibilità

Continua la nota: «Abbiamo sempre ribadito piena disponibilità a discutere di un piano di rilancio, proprio a partire dai punti di maggiore sofferenza - viene sottolineato - Nonostante le nostre aperture la posizione della Nostra Famiglia resta distante».

«Si continua a ribadire la necessità di uscire dal comparto sanità per transitare nel contratto Residenze sanitarie assistenziali e Centri di riabilitazione. Riteniamo urgente che venga ritirata dal tavolo la decisione di modifica unilaterale e ogni altra proposta che umilia e mortifica i diritti dei lavoratori»

Chiosa finale: «È necessario fare un passo avanti, guardare in faccia i problemi e affrontarli. Non si può scaricare sul personale problemi originati da altri capitoli di spesa».

Il commento di Giovanni Barbesino, responsabile comunicazione della Nostra Famiglia: «La posizione dell’associazione ha due obiettivi, ossía la garanzia dei servizi all’utenza e la stabilità occupazionale per non perdere neppure un posto di lavoro - puntualizza - Non si tratta di un contratto che abbiamo inventato unilateralmente, chiediamo l’applicazione di un contratto che Cisl e il siglarono nel 2012 per molte realtà della riabilitazione simili alla nostra».

«Per la natura della totalità delle nostre strutture - aggiunge - siamo di fatto dei Centri di riabilitazione».


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