Negozi che chiudono una lenta agonia   Oggiono, neanche sui numeri c’è accordo
La centralissima via Primo Maggio, un problema che da anni resta irrisolto

Negozi che chiudono una lenta agonia

Oggiono, neanche sui numeri c’è accordo

La consigliere Chiara Narciso lancia l’allarme per le troppe serrande giù nel 2017 . Il sindaco Ferrari non ci sta: «Solo alcuni casi, ma ci sono anche aperture in zone riqualificate»

È mezzo pieno, o mezzo vuoto, il bicchiere del commercio: brinda alla «buona salute dell’economia locale» il sindaco, Roberto Ferrari, mentre stacca un assegno per «continuare a sostenerlo»; l’opposizione politica, invece, sottolinea le «numerose cessazioni di attività che – secondo la consigliere Chiara Narciso – hanno caratterizzato l’anno appena trascorso».

A 2017 appena concluso, il bilancio del Comune è di «due attività cessate in piazza Sironi e una nei pressi dell’ortofrutta sulla provinciale ma ciò – sottolinea il sindaco – a fronte di numerose altre attività nuove, che hanno aperto, tra cui un fiorista e un negozio di caramelle. La tanto contestata via Giovanni XXIII, cioè la provinciale, è completamente rinnovata: numerose attività sono subentrate nei mesi scorsi a quelle che hanno lasciato: pensiamo al bar “Pepe nero”, ma anche a importanti nuovi arrivi, come “Goldenlady”. La riqualificazione della provinciale è stata controversa – ricorda Ferrari - e l’intervento della nostra amministrazione, per dotarla interamente di ampi marciapiedi, è stato vituperatissimo, con aspre critiche per l’eliminazione delle banchine abusivamente sfruttate a mo’ di parcheggio tuttavia, se i negozi sono la prova del nove, non ci sentiamo certo di concludere con un bilancio negativo. Possono certamente colpire – prosegue Ferrari - le saracinesche che si abbassano, le luci che si spengono, ma vanno considerate inoltre le motivazioni: siamo di fronte a cessate attività per fine vita dell’impresa, cioè per la sacrosanta decisione dei titolari di concludere un’esistenza di lavoro e ritirarsi in pensione».

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