Lecco. Una vittoria

sulla disabilità dei bimbi

Una ricerca condotta dal Politecnico e dalla Nostra Famiglia ha messo a punto delle nuove protesi

Lecco. Una vittoria sulla disabilità dei bimbi
Un momento della presentazione delle innovative ortesi per i bambini

Uno splendido lavoro di 18 mesi per permettere ai bambini con paralisi parziale alle gambe (emiplegia) di non restare più limitati, quando non completamente esclusi, dalle attività sportive praticate a scuola o fuori.

In questo consiste il progetto “Gift” (Engineering for sport for all), condotto da un gruppo multidisciplinare di ricercatori che ha messo a sistema le proprie competenze per progettare soluzioni protesiche innovative che possano facilitare la pratica sportiva – con tutto quello che comporta in termini di qualità della vita e inclusione – per i piccoli con disabilità motoria.

Ieri mattina sono stati presentati i risultati raggiunti in questo difficile periodo dai ricercatori del laboratorio interdipartimentale E4Sport del Politecnico di Milano (da qualche mese con sede anche a Lecco) e dal personale dell’associazione la Nostra Famiglia.

Il progetto si è concentrato su 19 bambini che frequentano la scuola primaria. I ragazzini con emiplegia spesso necessitano dell’utilizzo di ortesi per la correzione dei propri deficit funzionali; le ortesi oggi in commercio rappresentano però un forte limite per le attività motorie condotte durante l’ora di educazione motoria perché pensate per un uso diverso rispetto all’attività sportiva.

Pertanto i piccoli difficilmente praticano sport con i loro compagni, rinforzando un messaggio di separazione tra i cosiddetti “normodotati” e i “diversamente abili”. Tanto da arrivare a registrare episodi di bullismo, come è stato rilevato ieri durante la presentazione. Ecco quindi che lo sport da strumento di inclusione si trasforma in strumento di separazione.

Il percorso intrapreso, però, è stato tutt’altro che facile: basti pensare alla data in cui è stato avviato, il 2 marzo 2020. Una settimana più tardi sarebbe scattato il primo lockdown. «Nonostante tutto, però, siamo riusciti a raggiungere gli obiettivi – ha esordito Luigi Piccinini, responsabile dell’unità di riabilitazione funzionale dell’Irccs Eugenio Medea -. Una delle pecche di noi medici è la tendenza a “parcellizzare” un po’ i bambini, considerando solo il trattamento del muscolo o il problema all’articolazione. In questo caso, l’obiettivo era quello di considerare il piccolo nella sua globalità, sfondando i muri dell’ospedale, dell’istituto e del laboratorio per valutare il bambino nel suo ambiente. Ci siamo quindi confrontati con gli ambienti scolastici e sportivi che frequentano per capire anche gli effetti a cascata di queste limitazioni sulla loro vita».

Il tutto con una equipe composta in modo complesso da ingegneri, bioingegneri, pedagogisti, medici, esperti in scienze motorie e un impegno non indifferente per raccogliere le informazioni necessarie in piena pandemia, sfruttando le possibilità di incontro da remoto.

«Gift (dono in inglese, ndr.) – è intervenuta Manuela Galli del Dipartimento di Elettronica, informazione e bioingegneria del Polimi, responsabile scientifico del progetto – vuole essere un regalo per tutti i bambini con limitazioni funzionali. Le ortesi che si utilizzano hanno indicazioni relative alla contenzione dell’arto inferiore con supporto alla deambulazione: quando viene usata in una situazione diversa dal cammino, come ad esempio la corsa, si esce dalla prescrizione d’uso».

Quindi, i bambini vanno a scuola, ma nelle ore di motoria hanno inevitabilmente difficoltà spesso insormontabili nel partecipare alle stesse attività dei loro compagni.

Servono dunque ortesi di nuova generazione ed è a questo obiettivo che ha lavorato il team di Gift con il sostegno di diversi partner industriali.

Si sono dunque studiati i movimenti dei bambini, partendo dalla valutazione delle ortesi indossate e sviluppando quindi una nuova idea progettuale che ha trovato concretizzazione nelle scorse settimane, con test (superati con grande soddisfazione dei piccoli) svolti durante giornate di attività in palestra.

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