Impianto guasto durante i vandalismi. Bergna: «Una gestione inaccettabile»

Oggiono L’ex consigliere critica duramente il modo in cui il Comune si occupa delle telecamere. Il sindaco rassicura: «Sono oltre cento quelle attive e hanno più volte contributo alle indagini»

Impianto guasto durante i vandalismi. Bergna: «Una gestione inaccettabile»
Nei giorni scorsi qualcuno ha divelto il palo della segnaletica verticale in piazza Alta

«Lascia esterrefatti la gestione del sistema di videosorveglianza municipale, che è stato pagato con ingenti finanziamenti pubblici e dovrebbe garantire la sicurezza del territorio: invece, anche i vandalismi in piazza della chiesa rischiano di restare senza colpevoli». Queste le affermazioni dell’ex consigliere di maggioranza a Oggiono, e coordinatore provinciale di Forza Italia, Davide Bergna.

L’episodio del 5 agosto

«Credevamo - dice - che l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Chiara Narciso avesse toccato il fondo con il malfunzionamento dell’impianto nel vicolo Sant’Agata, a causa del quale, il 5 agosto scorso, un pedofilo ha potuto finora farla franca: un fatto gravissimo, che fa ricadere sul Comune una responsabilità morale e politica enorme, ma che ha inoltre messo in luce criticità alle quali qualsiasi amministrazione responsabile avrebbe subito cercato di porre rimedio».

«Invece, a distanza di pochi giorni e a qualche decina di metri in linea d’aria - rimarca Bergna - il fatto si ripete: nemmeno il vandalismo sul cartello segnaletico di piazza Alta - che è stato piegato e quasi divelto - pare che sia stato ripreso dalle telecamere o, almeno, l’amministrazione, all’indomani del fatto, è sembrata cadere dalle nuvole, senza dare certezza delle immagini che permetterebbero le indagini».

«Questo andazzo - afferma Bergna - è inaccettabile: anzitutto, ne va della sicurezza dei cittadini, specialmente più fragili. Un adolescente è stato aggredito da un pedofilo e solo grazie alla propria capacità di reazione ha evitato conseguenze peggiori, ma non ci sono le immagini della telecamera per documentare l’accaduto; non osiamo pensare se si fosse trattato di un bambino e fosse stato fatto sparire. Anziché procedere immediatamente a una ricognizione globale e puntuale di tutte le telecamere dopo questo gravissimo fatto - ribadisce Bergna - ora veniamo a sapere che qualcuno può essersi appeso al palo di piazza Alta e però, trovandosi alla base della scalinata, forse non è stato ripreso: la bravata poteva trasformarsi in incidente, e nuovamente non sapremmo cos’è successo».

Piazza Alta

«Peggio ancora: piazza Alta è un luogo di spaccio, il sindaco si vanta di avere installato la videosorveglianza sulla sommità ma, già dopo pochi gradini, la piazza è sguarnita? Chiaramente - evidenzia Bergna - qualcosa non va. Infatti, se le telecamere fossero state acquistate coi propri soldi da qualsiasi amministratore per proteggere la propria casa, certamente si preoccuperebbe di controllare che funzionino; invece, essendo le telecamere del Comune, pagate coi soldi pubblici, evidentemente l’amministrazione se ne infischia del malfunzionamento, della qualità, della collocazione efficace e della manutenzione. Il risultato è che i reati succedono, i cittadini rischiano e le immagini per le indagini, così come per la prevenzione, mancano all’appello». «Non basta dire - conclude Bergna - che altre telecamere hanno ripreso ragazzi che si appendono ai pali: è meglio intervenire e, dove le intemperanze diventano vandalismi, disporre delle prove per punire».

Il sindaco, dal canto suo, ha già dichiarato che «le telecamere sono oltre cento e hanno più volte contributo alle indagini; è un mito da sfatare, però, che i video risolvano da soli i reati».

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