Dolzago, Si crede “Lupin” ma lascia tracce  Ventenne confessa il furto in lacrime
I carabinieri hanno smascherato il ladro finto “Lupin”

Dolzago, Si crede “Lupin” ma lascia tracce

Ventenne confessa il furto in lacrime

Il giovane residente in paese aveva aspettato il rintocco delle campane per agire e spaccare il vetro Il colpo nel bar dell’oratorio a Besana Brianza, era scappato con tre bottiglie di bibite

Per il “colpo” aveva pensato di emulare il protagonista della serie televisiva “Lupin” e di infrangere, come aveva fatto il personaggio di fantasia in una puntata, la porta d’ingresso al rintocco delle campane.

Sabato sera

È accaduto sabato sera alle 21, a Besana in Brianza (in provincia di Monza), all’oratorio “San Giuseppe” della parrocchia Santa Maria Assunta, nella frazione di Valle Guidino.

Un giovane magro e molto alto, con addosso un giubbino in pelle nero dei New York Yankees, approfittando del suono delle campane, ha sfondato il vetro della porta d’ingresso del bar e, una volta dentro, dopo aver rovistato dietro il bancone e aperto la cassa, ha asportato tre bottiglie di bibite analcoliche (aranciata, pompelmo e limonata) per poi darsi a una fuga precipitosa, passando dal retro.

Sul posto, i militari della locale stazione dell’Arma dei carabinieri, che hanno rinvenuto e repertato copiose tracce di sangue riconducibili alle ferite che il ladro si era procurato nell’incursione.

Qualche ora più tardi è giunta una chiamata alla centrale operativa della Compagnia dei carabinieri di Seregno: un uomo raccontava di esser stato appena rapinato e ferito da tre stranieri di origine magrebina che, dopo aver spaccato una bottiglia di vetro, lo avevano colpito ripetutamente provocandogli profonde ferite alle braccia. Il chiamante, così ha raccontato, si trovava in auto con uno sconosciuto al quale aveva chiesto passaggio fino alla propria abitazione di Dolzago.

Già noto ai militari

La centrale ha quindi inviato sul posto i militari di Besana che, raggiunto il ragazzo, un ventunenne già noto per reati contro il patrimonio e la persona, dopo averne ascoltato racconto, definito incongruente, gli hanno chiesto di ripetere la sua versione dei fatti.

Il giovane, che ben conosce quei carabinieri poiché più volte sottoposto a misure cautelari proprio nel territorio di Besana, a quel punto non ha retto e, scoppiando in lacrime, ha ammesso di essere l’autore del furto aggiungendo di essersi inventato la storia della rapina e di aver atteso di proposito lo scoccare delle 21 in modo che il suono delle campane potesse coprire il rumore dei vetri in frantumi, come aveva visto fare al protagonista della serie tv “Lupin”: una sorta di emulazione, insomma.

La ricostruzione dei fatti

Quindi ha collaborato con i militari per ricostruire i fatti consegnando una felpa di colore rosa e un paio di jeans intrisi di sangue e facendo ritrovare il giubbino che aveva abbandonato.

Il dolzaghese, che già nel 2016 aveva commesso un furto sempre all’oratorio di Valle Guidino, è stato infine deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Monza per il reato di furto aggravato.


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