Dolzago, il “branco” imperversava  da almeno un anno
Domenico Manzoni fotografato ieri mattina nella sua camera all’ospedale Mandic di Merate

Dolzago, il “branco” imperversava
da almeno un anno

I carabinieri stanno interrogando tutti i giovani che avrebbero preso parte alla “spedizione punitiva” - Segnalazioni di danneggiamenti e comportamenti persecutori erano giunti da un po’ tutta la zona

In Procura non è ancora stato aperto alcun fascicolo per l’aggressione subìta dal papà di Colle Brianza ma gli autori del pestaggio sarebbero già stati tutti identificati. Si tratta di una quindicina di giovani, tutti maggiorenni. Molti sono studenti, alcuni anche universitari. Tutti abitano a Dolzago.

Al momento, i carabinieri della compagnia di Merate, e in particolare i militari della caserma di Oggiono, stanno ancora indagando per mettere a fuoco ogni dettaglio di quanto accaduto nella notte tra il 3 e il 4 novembre. Dopo avere raccolto la testimonianza di Domenico Manzoni, 55 anni, aggredito mentre tornava a casa a Colle Brianza con il figlio, 20 anni, e dello stesso ragazzo, hanno incominciato ad ascoltare anche alcuni dei giovani indicati come aggressori.

Solo nel momento in cui tutti i pezzi del puzzle saranno andati al loro posto, quando cioè saranno state precisate le precisioni di tutti i coinvolti, gli atti passeranno alla Procura. E solo a quel punto la magistratura procederà di conseguenza.

Secondo quello che sta emergendo, il ventenne di Colle Brianza sarebbe stato soltanto una delle vittime dei bulli di Dolzago. I genitori dei ventenni della zona, nel momento in cui si è diffusa la notizia dell’aggressione al ragazzo di Colle, hanno scoperto che il “branco” stava compiendo raid in tutta la zona da oltre un anno.

Alcuni riferiscono di ragazzi presi di mira durante le feste di compleanno, attesi nel parcheggio solo per essere aggrediti, derisi, sbeffeggiati. Altri parlano di uova lanciate contro locali frequentati dai giovani finiti nel mirino. Ma ci sono anche gli insulti sui social network.

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