Barzago: il Parlamento albanese
«Il governo riporti Alvin a casa»

Un’interrogazione per smuovere le acque: il giallo dell’ambasciatore turco
La petizione ha superato le 25mila firme - Da ieri sera Pirellone illuminato con “Free Alvin”

Barzago: il Parlamento albanese «Il governo riporti Alvin a casa»
Afrim Berisha con l’inviato de Le Iene Luigi Pelazza

Il Parlamento albanese ha affrontato nella seduta di ieri il caso del piccolo Alvin Berisha, mentre la petizione virtuale sulla piattaforma Change.org ha superato le 25mila firme, per chiedere l’interessamento dei governi e della diplomazia. L’undicenne si trova da solo, recluso nel campo profughi di Al-Hol in Siria, in quanto foreign fighter, bambino soldato, figlio di una sposa dell’Isis; a livello ora anche internazionale cresce l’indignazione per l’immobilismo.

Ieri, al Parlamento albanese – in quanto il bimbo, seppure nato a Barzago, conserva la cittadinanza dei genitori – è stata presentata interpellanza al governo, dalla quale è emerso anche un retroscena che coinvolge il governo turco. In particolare, i parlamentari hanno posto l’interrogativo «sul perché l’ambasciatore turco, che doveva essere lì il giorno il cui il padre del bimbo doveva prelevare Alvin da Al-Hol, non si sia presentato e perché, in seguito, ha risposto alla televisione italiana di non disturbarlo più e, ora, non risponde al telefono a nessuno».

Intanto, da ieri sera, e per due giorni consecutivi, Palazzo Pirelli è illuminato con la scritta “Free Alvin”. Una scritta luminosa sulla facciata per sensibilizzare l’opinione pubblica sul caso del piccolo. La proposta, avanzata dal capogruppo di Forza Italia Gianluca Comazzi, ha trovato il consenso dell’Ufficio di Presidenza.

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