Barzago: Alvin è in pericolo  La guerra blocca la Farnesina
Il piccolo Alvin Berisha con il papà Afrim

Barzago: Alvin è in pericolo

La guerra blocca la Farnesina

Fragomeli: «Impossibile inviare in visita una delegazione ministeriale al campo profughi» - Ora la priorità a Al-Hol è uscire vivi dalle bombe

«La Farnesina è in allerta ma, nello scenario attuale, l’ipotesi di una delegazione ministeriale in visita al campo profughi di Al-Hol è semplicemente impensabile»: il parlamentare Gian Mario Fragomeli (Pd) interviene sul caso di Alvin Berisha, l’undicenne arruolato dalla madre Valbona nell’esercito dell’Isis, ritrovato dal padre Afrim nel campo siriano e protagonista dell’ultima puntata delle “Iene”, girata tuttavia prima dell’attacco turco.

L’impegno di Fragomeli sul caso è stato rimarcato, l’altro giorno, dall’amministrazione comunale di Barzago in una conferenza stampa, durante la quale l’avvocato dei Berisha, Darien Levani, ha evidenziato proprio il ruolo della Farnesina.

«Attualmente, però – fa sapere Fragomeli – non possiamo più muoverci: nel caos generato dall’ingresso turco in Siria, è venuto meno il regime di sicurezza. Finora si era intrapreso un percorso per avviare un’interazione con il governo albanese, in quanto questa è la cittadinanza di Alvin: da solo, il governo italiano non ha titolo per intervenire nella vicenda».

Riportare Alvin a Barzago, dov’è nato, è una questione tanto più complessa, in quanto è figlio di una foreign fighter e, dalla madre, è stato fatto addestrare per combattere nell’esercito del Califfato, che ha terrorizzato il mondo: il dibattito è aperto su scala mondiale, in merito alla possibilità di rimpatrio dei combattenti stranieri dell’Isis e dei loro figli; numerose sono le nazioni che non li accolgono.

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