Rocchetta, l’ultimatum dell’ex custode

«Prima le scuse, poi direttive scritte»

Fiorenzo Mandelli disposto a rientrare, ma vuole garanzie dalla parrocchia

Rocchetta, l’ultimatum dell’ex custode «Prima le scuse, poi direttive scritte»
Fiorenzo Mandelli, lo storico custode della Rocchetta

Prosegue la querelle attorno al Santuario della Madonna della Rocchetta di Paderno, che ha visto le dimissioni dello storico custode Fiorenzo Mandelli e l’avvio di una raccolta firme che online ha già raccolto trecento adesioni, mentre sabato e domenica allo Stallazzo si procederà con la raccolta di quelle cartacee.

In tanti si mobilitano, soprattutto via social, con il gruppo facebook aperto da Luigi Gasparini della cooperativa Solleva che gestisce lo Stallazzo, “Io sto con Fiorenzo. Io sto con la Rocchetta” che sfiora i 1400 membri.

E Mandelli? Lui dice che, in teoria, sarebbe disposto anche a rientrare al suo posto. Ma dice che solo a ben precise e determinate condizioni.

«Prima di tutto - comincia - mi aspetto delle scuse. Non tanto per le richieste di cambiamenti che sono state avanzate, ma per come è andato l’incontro con il parroco ed i sette dei consigli parrocchiali. Mi hanno urlato contro, hanno detto che la statua di Leonardo è “una schifezza”, che non sta bene vicino ad una chiesetta. Ho fatto il volontario per 13 anni, ho raccolto 50 mila euro di offerte, ho sistemato il santuario. Tutte le volte che facevo una relazione o consegnavo le offerte mai un riscontro. E va bene».

Mandelli vuole inoltre che le richieste di cambiamenti vengano messe per iscritto: «Mi hanno risposto che loro non scrivono niente - afferma - che non mettono nulla per iscritto. Ripeto, senza scuse e un documento non se ne parla neanche».

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