Partiti i lavori al parco. L’ultima area verde ora è inaccessibile

Via Allende Cantieri delimitati con reti metalliche. Infuriati i cittadini che portano a spasso il proprio cane. Casaletto: «L’intervento valorizzerà tutta la zona»

Partiti i lavori al parco. L’ultima area verde ora è inaccessibile
Il cantiere del nuovo parco sportivo in via Allende

Quando, ieri mattina, hanno raggiunto la zona di via Allende per la sgambata mattutina con il cane, e hanno scoperto che l’area in fondo era circondata e inaccessibile per le reti arancioni dei cantieri, molti cittadini si sono infuriati. Con l’avvio dei lavori per la realizzazione dell’area sportiva all’aperto, agli amanti degli amici a quattro zampe viene sottratta l’ultima area disponibile in centro città. Le reti metalliche rendono inaccessibile l’altro parco, quello cosiddetto di Berlusconi, da mesi pronto ma ancora chiuso.

La decisione

Le lamentele non sembrano avere raggiunto le orecchie del sindaco Massimo Panzeri. «Appena pochi giorni fa - racconta - ho ricevuto una delegazione di ragazzi che mi chiedevano altre zone per allenarsi come quella che si trova nella parte alta dell’area Cazzaniga. Per questo a chi mi chiede se fosse il caso di realizzare un’area come quella che stiamo facendo in via Allende, rispondo che si tratta di scelte. Alcuni le condividono e altri no».

Anche sull’opportunità di realizzare il percorso Ocr, obstacle cross race, come quelli utilizzati per l’allenamento dei corpi speciali delle forze armate, cui si aggiungerà un’area attrezzata, che potrà essere utilizzata anche da chi si muove su una sedia a rotelle, e un campo polivalente, Panzeri risponde dicendo che «la pandemia ha lasciato a tutti una gran voglia di sport all’aperto, soprattutto tra i giovani. Per questo le palestre a cielo aperto, come è quella che stiamo realizzando, sono molto apprezzate».

Concetti ribaditi anche dall’assessore Alfredo Casaletto. «Credo che con questo intervento, del costo di 250 mila euro, tutta la zona verrà valorizzata. Ritengo sia meglio realizzare questo tipo di interventi piuttosto che lasciare l’area invasa dai rovi».

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