«Mia figlia raggiunta sulle scale di casa  Presa e trascinata da quello sconosciuto»
Una pattuglia in servizio di prevenzione. Resta alto l’allarme

«Mia figlia raggiunta sulle scale di casa

Presa e trascinata da quello sconosciuto»

Intensa giornata di indagini per fare luce sull’aggressione alla studentessa di Casatenovo. Il racconto del padre: «Salva perché è riuscita ad urlare»

«Mia figlia è traumatizzata, si è spaventata come mai nella vita e solo per alcune circostanze fortuite non è stata trascinata via. Ce l’hanno detto anche le forze dell’ordine, è stata molto, molto fortunata». Così, il giorno dopo l’aggressione subita dalla figlia di 15 anni, si esprime il padre, appena rientrato a casa per pranzo dopo una mattinata passata tra caserme e incombenze varie. Perché un tentativo di violenza sessuale subito dalla figlia minorenne non è una cosa facile da metabolizzare e sconvolge la routine di una famiglia.

«Mia figlia, come spesso vanno in giro i ragazzini - racconta il padre - era persa nei suoi pensieri, non si è accorta di nulla. Solo dopo ha riferito di aver sentito una macchina rallentare lungo la strada mentre stava camminando verso casa. Ma non ci ha fatto caso. Semplicemente, quando è arrivata al cancelletto pedonale, ha aperto ed ha sceso i tre o quattro gradini che ci sono per entrare nell’androne. In quel momento ha sentito l’uomo che è entrato dietro di lei. Non lo conosceva, ma ha pensato potesse trattarsi di uno dei nuovi vicini, di recente si è trasferita una famiglia nella nostra palazzina».

«A quel punto - prosegue il padre - l’uomo l’ha presa da dietro. Ha cercato di metterle una mano sulla bocca per non farla urlare, ma mia figlia ha urlato e subito mia moglie e mia suocera sono scese di corsa. L’aggressore allora è scappato».

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