Merate “Consigli” sui social    sindaco a processo: «Ero in buonafede»
Il sindaco Massimo Panzeri comparirà davanti al giudice come imputato l’8 novembre

Merate “Consigli” sui social

sindaco a processo: «Ero in buonafede»

Panzeri rinviato a giudizio per istigazione alla violazione delle norme anti Covid A un cittadino suggeriva come ovviare i controlli. «In generale invitavo i cittadini alla prudenza

Il sindaco di Merate, Massimo Panzeri, è stato rinviato a giudizio per istigazione alla violazione delle norme.

A deciderlo, nel corso dell’udienza preliminare di ieri mattina nel tribunale di Lecco, il giudice Salvatore Catalano.

“Memoria”non convincente

In camera di consiglio, assistito dall’avvocato Elena Barra, Panzeri ha dovuto assistere al fatto che la “memoria” presentata dal suo difensore non era riuscita a convincere il giudice. Di conseguenza, a differenza di quel che il primo cittadino sperava, il prossimo 8 novembre dovrà comparire nuovamente in tribunale, stavolta nella veste di imputato, nel processo presieduto dal giudice monocratico Giulia Barazzetta per i “consigli” pronunciati in un video diretto ai suoi concittadini durante una diretta Facebook in piena pandemia.

«Chiaramente - ha commentato poche ore dopo l’udienza che di fatto avvia il processo - speravo che la cosa si chiudesse oggi. Non è andata così anche se continuo a restare convinto della buonafede delle mia azioni. Ora, toccherà ai miei legali far emergere nel corso del dibattimento le motivazioni alle mie parole, più volte ribadite in passato. Per questo non possono che attendere fiducioso la fine del processo».

Nella “memoria” dell’avvocato Barra, queste motivazioni vengono dettagliatamente illustrate.

«L’avvocato - spiega Panzeri - ha cercato anzitutto di contestualizzare il periodo in cui il video è stato trasmesso. Eravamo in piena pandemia. E dovevamo tutti rapportarci con le nuove norme dettate dai vari Dcpm che si succedevano uno dopo l’altro. Il video, lungo 25 minuti, illustra le disposizioni che stavano per entrare in vigore. Oggi ci siamo abituati ma allora non era così e molti si sentivano scombussolati».

A una domanda di un cittadino, che chiedeva se potesse andare in un negozio per far riparare un elettrodomestico rotto, Panzeri aveva consigliato: «Se la fermano non dica che sta facendo un giro, dica che sta andando a trovare un parente o un amico». E per questo ora sarà processato.

«Non volevo istigare»

«Complessivamente - commenta a posteriori - erano solo inviti alla prudenza. Certo, poi, di fronte a un paio di domande particolari, ho fornito due risposte non felici ma il constato non era certo volto a istigare a violare le norme».

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