L’ultima della Banda Bassotti  Rubano le marmitte catalitiche
Un’auto “depredata” del costoso catalizzatore a Cernusco

L’ultima della Banda Bassotti

Rubano le marmitte catalitiche

Pendolari beffati in stazione a Cernusco.

Tornano dal lavoro e trovano la sorpresa

Sempre più sfrenata l’inventiva dei ladri,

ora si dedicano

ai catalizzatori delle auto

Con l’aumentare dei mezzi di protezione delle case, le abitazioni più occupate, i bar che non tengono più contanti in cassa, i videopoker che non possono funzionare, i distributori di bevande e caffè banditi dalle scuole, diminuiscono sempre più le possibilità per racimolare illegalmente qualche soldo.

Non si sta parlando di bande specializzate come quelle che hanno svaligiato quattro bancomat hackerando i sistemi informatici degli sportelli, ma di chi fa furtarelli nelle case, rubava i pluviali dei cimiteri o i vasi di rame dalle tombe. Sono passati ai convertitori catalitici, obbligatori sulle auto fin dall’introduzione della classificazione Euro 1, perché contengono metalli rari e molto costosi, come platino, palladio e rodio, che possono essere recuperati e venduti, garantendo qualche decina o centinaia di euro.

È la stazione di Cernusco-Merate il terreno di caccia preferito da questi ladruncoli ingegnosi. Da qualche settimana, certamente da prima delle vacanze, e con la ripresa del lavoro in presenza che ha fatto tornare i pendolari sui treni, hanno iniziato a prendere di mira alcune auto nel parcheggio tra via Vittorio Emanuele e via Privata Rusca. Il cosiddetto parcheggio superiore, perché i posti auto lungo via Lanfritto Maggioni o in piazza Mazzini sono a disco orario e soprattutto sorvegliati, sia dalle videocamere che dalla gente di passaggio.

Discorso completamente diverso invece per il posteggio di via Rusca, qui ci si può aggirare senza paura di essere visti per lungo tempo, perché si trova sotto il livello della strada, protetto da vari alberi, e decisamente fuori vista. È qui che sono avvenuti svariati furti di marmitte catalitiche, non in altre stazioni, e gli sfortunati proprietari se ne sono accorti solo al loro rientro dal lavoro.

Salendo in auto e avviando il motore, ecco un fortissimo rumore di ferraglia e tubo bucato. Togliere il catalizzatore è semplice, basta infilarsi sotto l’auto con un flessibile e praticare due tagli a monte ed a valle, per poi portarlo via. Sono lunghi circa mezzo metro, non è difficile infilarli nel baule di un’auto. Vari meccanici ed officine del circondario hanno visto arrivare clienti inferociti che hanno chiesto una riparazione. In officina costa mediamente attorno alle 600 euro, e non sempre l’assicurazione copre i danni. Alcuni dei malcapitati hanno sporto denuncia: «Non ne ero a conoscenza - dice il sindaco Giovanna De Capitani - ma è possibile, il posteggio non è sorvegliato da telecamere».


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