Lago di Sartirana, 150 aree da acquisire. Procedura al via ma ci vorranno dieci anni

Merate Tre le opzioni: la donazione, il comodato gratuito oppure l’acquisto dei terreni. Tamandi: «Fondamentale, nell’ottica della gestione, la piena titolarità di tutte le zone»

Lago di Sartirana, 150 aree da acquisire. Procedura al via ma ci vorranno dieci anni
La cartina con tutti i mappali dei terreni attorno al lago di Sartirana

«Chi mai parte mai arriva. Per questo motivo, anche se ci vorranno anni, ho chiesto agli uffici di procedere con la pubblicazione dell’indagine esplorativa per l’acquisizione di tutte le aree attorno al lago di Sartirana» afferma l’assessore Fabio Tamandi. L’obiettivo, sul tavolo da oltre vent’anni, è riuscire a ricondurre al demanio pubblico le circa 150 aree che dal lago si dipartono a raggiera e che, un tempo, garantivano a tutti i contadini, proprietari dei terreni, la possibilità di accedere al laghetto.

Opere e interventi

Retaggio di un tempo e di necessità che già da decenni non hanno più senso, ma che risultano ancora agli atti del catasto. Vent’anni fa, anche l’assessore Marcello Toma, ai tempi del sindaco Giovanni Battista Albani, si era reso conto della situazione e si era messo in testa di risolvere la questione. Motivi prettamente economici lo avevano però fatto desistere. A distanza di anni, ecco che ora a riprovarci è l’assessore Tamandi, nella consapevolezza che la questione non potrà essere risolta nel giro di pochi mesi ma che, nella migliore delle ipotesi, potrebbe richiedere cinque o dieci anni.

«Per la riserva - spiega - è importante avere la piena titolarità dei terreni perché non si rischiano blocchi o divieti. Per esempio, se oggi sistemo un pezzo di sentiero che passa sul terreno di un privato, questi potrebbe impedirmelo. Lo stesso se intervengo per lo sfalcio dell’erba. Diventa perciò fondamentale, nell’ottica della gestione, che l’ente gestore, il Comune, abbia la piena titolarità di tutti i terreni su cui interviene o realizza opere».

Come procedere

Sono tre le possibili modalità attraverso le quali l’amministrazione comunale intende entrare in possesso di tutti i mappali, che dovrebbero essere circa 150. La prima è quella dell’acquisto a titolo gratuito o donazione. Si tratta di un’ipotesi considerata possibile per aree non direttamente o autonomamente fruibili come quelle sommerse ma anche per il canneto e la zona paludosa. Per ottenerle, il Comune si farà carico di tutte le tasse e le spese notarili. In seconda battuta, si passerà a valutare i comodati gratuiti. In questo caso, gli amministratori intendono proporre ai proprietari un contratto di comodato d’uso con relativa registrazione. Da ultimo, essendo anche l’operazione più costosa, a Palazzo Tettamanti prenderanno in considerazione l’acquisto delle aree. In tal caso, ai proprietari delle aree sarà offerto un valore agricolo medio.

Le tempistiche

«A oggi - conclude Tamandi - non abbiamo idea di quanto tempo ci vorrà. L’avviso serve a compilare un elenco dei proprietari che sono interessati ad accettare la nostra offerta. Poi, di anno in anno, in base alla disponibilità finanziaria, procederemo a concludere le operazioni. Per questo motivo sono convinto che ci vorranno anni. Parecchi. Ma proprio perché il tempo necessario sarà lungo e sarà legato anche alla disponibilità finanziaria del Comune, diventa importante mettersi subito a lavorare». I proprietari interessati ad aderire a una delle tre offerte del Comune devono rivolgersi all’ufficio ecologia.

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