Isolamento e presidi  La Rsa Monzini  ha limitato i contagi
La Rsa Monzini di Casatenovo

Isolamento e presidi

La Rsa Monzini

ha limitato i contagi

Casatenovo, la situazione nella casa di riposo appare sotto controllo

La casa di riposo Monzini di Casatenovo sembra aver subito meno danni dall’emergenza del coronavirus. Sono infatti avvenuti 4 decessi direttamente riconducibili al virus ed altri 2 decessi fortemente sospetti ma non direttamente imputabili, visto che sono mancati gli accertamenti da tampone. Un altro decesso è conteggiato, ma non è avvenuto in casa di riposo. Si tratta infatti di una persona anziana che era stata inviata all’ospedale di Merate per un problema di stomaco e che poi ha contratto il virus in ospedale ed è deceduta. Sono questi i numeri resi noti dalla Monzini di Casatenovo, a più di due mesi ormai, dall’inizio di un’emergenza sanitaria epocale.

Per prima cosa, fino dal 3 marzo, erano state vietate le visite dei parenti, poi c’è stato un immediato isolamento dei sospetti contagiati: «Una volta comparsi i primi sintomi febbrili e respiratori fra gli ospiti, il medico responsabile della struttura, Lorenzo Colzani, immediatamente ha avuto l’accortezza di isolare tali ospiti, dal resto degli anziani – spiega Emilia Corti, membro del consiglio di amministrazione della Fondazione Maria Monzini he gestisce la Rsa - nel frattempo è stato lanciato un appello alla cittadinanza per l’approvvigionamento dei dispositivi di protezione di cui dotare gli operatori, dispositivi indispensabili, introvabili e che nessun ente si preoccupava di fornirci, nonostante le richieste». L’appello, diffuso dal parroco don Antonio Bonacina e rilanciato anche dal nostro giornale, ha avuto un effetto superiore alle attese: «Devo dire che c’è stata una grande solidarietà con donazioni da parte di tante persone, ditte, società e associazioni che hanno a cuore la nostra struttura. A tutti loro va il nostro ringraziamento e verranno ricordati negli archivi della Fondazione tra i ‘benefattori’ che hanno aiutato gli ospiti della casa di riposo in un momento epocale di pandemia mondiale». Un grazie della direzione anche all’Inrca, che ha supportato la struttura con esami e diagnosi. Al momento nella casa di riposo ci sono 30 ospiti positivi che devono fare il secondo tampone, che dovrebbe avvenire a giorni, ma per fortuna «stanno tutti bene e non ci sono casi di particolare gravità». Tra gli operatori sono stati in 7 a contrarre la malattia, 2 infermieri e 5 ausiliari, già tornati al lavoro in gran parte. In tutto sono stati eseguiti, dall’inizio di aprile ad oggi, 47 tamponi a ospiti e operatori. Anche la Monzini ha dovuto accogliere 5 pazienti positivi inviati dagli ospedali di Merate, Carate e Erba, attualmente stanno bene e a breve saranno dimesse e rimandate a casa. Infine proprio settimana scorsa c’è stata un’ispezione dell’Ats che ha dato esito positivo, con tanto di complimenti per la direzione e il responsabile medico.n 
L. Per.


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