«Il Mandic non è ospedale di serie B

Merate Faccia a faccia tra Majorino e gli operatori sanitari: «Stop all’abuso dei medici a gettone»

Nel Meratese, la sfida regionale, sia che si tratti della poltrona di presidente sia che si parli di un semplice seggio da consigliere, si gioca sulle promesse relative al futuro del Mandic.

Ne è consapevole anche Pierfrancesco Majorino, candidato del centrosinistra che, questo pomeriggio, in un’aula civica stracolma, ha incontrato diversi operatori sanitari e parlato anche del presidio cittadino.

«L’ospedale di Merate - sostiene - non può essere relegato ad ospedale di serie B, come dimostrato dagli ultimi annunci anche di oggi (ieri, ndr.) rispetto alle nomine dei direttori di dipartimento senza alcun nome operativo al Mandic».

Per evitare che il presidio di via Cerri risulti sempre più subordinato all’ospedale Manzoni di Lecco, Majorino ha detto che «incontri come quello svolto oggi a Merate, seppure breve, saranno la base per poter collaborare con tutti i livelli ed enti coinvolti nella sanità territoriale e costruire la sanità del futuro per tutti i cittadini».

L’obiettivo è infatti quello di «ridisegnare il ruolo del Mandic, fondamentale per il territorio e per gli ospedali limitrofi, investendo su linee di specializzazione e contrastando l’utilizzo sempre più spropositato dei medici a gettone».

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