Casatenovo, Motodromo abusivo spianato dal contadino

La pista di quattro metri era nel parco L’ente pubblico non poteva intervenire perchè l’area è privata Un agricoltore ha ripristinato il terreno con il trattore

Casatenovo, Motodromo abusivo spianato dal contadino
Il sentiero attraversato dai motociclisti

Era nato un vero e proprio motodromo abusivo nei campi di Casatenovo, nella zona di via Madonnina, a sud di Rogoredo verso Cascina Melli e Usmate, vicino ad un allevamento di conigli.

Una sorta di pista per motocross che con l’andare del tempo era diventata larga fino a quattro metri. Era nato nei mesi della pandemia e con il ritorno di questa primavera molti motocrossisti lo frequentavano:

La calamità

«Una vera e propria calamita, ecco quello che era diventato – racconta Enzo Campanella, noto ambientalista casatese – uno dei pochi posti dove si radunavano tantissime moto da cross. Con il passare del tempo, sto parlando di mesi, si era formato un tracciato largo fino a quattro metri, lungo circa un chilometro, con anche un paio di cunette dove fare salti e acrobazie». Ma dove non è potuto o voluto intervenire il Comune, ci ha pensato il contadino: «L’ho segnalato all’amministrazione comunale, mi è stato risposto che si tratta di un terreno privato ed i vigili non possono intervenire, che la legge non lo permette, che la normativa regionale bla, bla, bla. Tutte scuse, ma è sempre così. Le guardie ecologiche volontarie sono bloccate dal Covid, così si dice».

A dir la verità è da un mese e mezzo che nel plis della Valletta le Gev e la polizia provinciale pattugliano e controllano su sollecitazione del sindaco di Barzago Mirko Ceroli. Ma nel casatese finora non si è mosso nessuno.

Il motodromo era in pieno parco dei Colli Briantei, solo domenica scorsa durante la giornata ecologica organizzata da Sentieri e Cascine e Gruppo Valle Nava, sono stati visti alcuni motociclisti invadere i sentieri del parco.

«Era un punto di ritrovo per gli amanti del fuoristrada e del motocross, che arrivavano dai comuni vicini e poi scorazzavano nelle valli circostanti. Per molti genitori vale forse il discorso, per i figli, che è meglio si sfoghino con la moto che drogarsi. Fatto sta che sono passati mesi e mesi, fino a che un aratro ha riportato al naturale aspetto di coltivo il solco largo metri e lungo centinaia».

Pronti e via

Il contadino, con tanto di trattore, non ci ha pensato due volte e qualche giorno fa ha ripulito il terreno dei solchi delle gomme tassellate da motocross. Peccato che nel fervore dell’aratura sia stata cancellata anche la stradetta di collegamento con i sentieri della valletta vicina, ma quando si ara si ara e non sempre si va per il sottile. Insomma, dove non sono arrivati i Comuni, dove latitano i controllori, è arrivato il coltivatore, forse stufo di vedere le moto passare nel proprio terreno o timoroso di eventuali ripercussioni. Fatto sta che chiunque si avventurerà a fare cross in quel campo si troverà la terra smossa e rivoltata: infossarsi e ribaltarsi sarà all’ordine del giorno.

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