Calco, 11 anni, viola il sistema informatico
Cerca di modificare il registro di scuola

Il giovane nerd non è riuscito nell’impresa perché le sue tracce sono state subito notate La preside: «I ragazzi si trovavano in locali del Comune, la rete non era protetta a sufficienza»

Calco, 11 anni, viola il sistema informatico Cerca di modificare il registro di scuola
L’inaugurazione della scuola, al centro la dirigente Chiara Ferrario

Ha violato il sistema informatico della scuola, probabilmente per modificare la pagina del registro elettronico che lo riguardava.

Il suo tentativo, tuttavia, è stato intercettato e così il giovane hacker è stato prima individuato e poi sanzionato.

Il protagonista

Protagonista dell’incredibile storia un ragazzino di appena 11 anni, che frequenta la classe seconda della scuola secondaria di primo grado grado, (la vecchia scuola media) e che, nonostante la giovanissima età, con i computer evidentemente ci sa fare.

I fatti, che sono trapelati solo in queste ore, risalgono, come ha confermato la preside Chiara Ferrario , a capo del comprensivo di Olgiate Molgora, cui fa riferimento anche la secondaria di Calco, a quest’inverno.

«A causa del distanziamento imposto dal Covid - racconta la dirigente - alcune classi di Calco sono state costrette a lasciare i loro spazi naturali e sono state ricollocate. Spostandole in strutture messe a disposizione dal Comune, come quelle in via Volta, ci siamo appoggiati al loro sistema informatico che, evidentemente, presentava “vulnus” che sono stati violati».

La preside sostiene infatti che, mai e poi mai, qualcosa del genere sarebbe potuto accadere con la rete della scuola. «Tutti i nostri computer - afferma - hanno un ip dedicato e sono protetti. Purtroppo, essendo stati costretti a ricorrere a questi sistemi ibridi, non ci siamo resi conto che c’era una falla nel sistema e il ragazzino ha cercato di violarla».

Stando al racconto della preside, «appena lo studente ha avuto accesso al registro elettronico, l’inserimento nella rete di un computer che non era tra quelli autorizzati è stato intercettato e l’alunno non ha potuto fare quello che si presume volesse fare».

Secondo la dirigente, insomma, l’intrusione non ha portato ad alcun risultato. Voci smentite dalla stessa preside, invece, affermavano che il giovane hacker fosse riuscito non solo ad accedere al registro ma a modificare una nota e anche alcuni compiti assegnati e che, solo successivamente, le modifiche siano state notate e che, a quel punto, scattate le indagini attraverso il tracciamento, a scuola siano riusciti a risalire al colpevole.

Dettagli che nulla tolgono alla gravità di quanto accaduto. Le conseguenze sono state immediate. «Appena abbiamo identificato lo studente - ricorda la preside - abbiamo sospeso il suo account e contattato i genitori». La questione è poi stata analizzata dal consiglio di classe, che non ha tuttavia ritenuto di punire eccessivamente il ragazzino, il cui rendimento scolastico è stato definito dalla preside «nella media».

Quanto avvenuto ha però spinto tutti a scuola a una profonda riflessione.

Capacità straordinarie

«Dobbiamo imparare - dichiara la preside - che questi ragazzi hanno una consapevolezza e una capacità di cui a volte nemmeno ci rendiamo conto. Nostro compito è quindi quello di educarli e porre rimedio alle falle del sistema per evitare che altri facciano lo stesso»

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