Al Ponte di Paderno

la gente fischia Ferrovie e Regione

Assemblea: pendolari e Comuni sul piede di guerra - «La nostra vita è cambiata, dalla chiusura solo bugie» - Pesanti anche le conseguenze economiche per le attività

Al Ponte di Paderno la gente fischia Ferrovie e Regione
I cittadini dietro le transenne, non sono mancate le contestazioni

Fischi per Luca Cavacchioli, direttore di Rfi Lombardia, ma contestazioni anche all’indirizzo di Claudia Maria Terzi, assessore regionale ai Trasporti.

Quasi trecento persone questo pomeriggio hanno partecipato alla manifestazione organizzata dal comitato ponte San Michele. E nel momento in cui hanno preso la parola Cavicchioli e la Terzi si sono scatenati.

Il primo ha dovuto vincere l’imbarazzo di parlare davanti a persone che lo stavano aggredendo verbalmente, mentre la seconda è stata interrotta più volte dai pendolari che, a causa della chiusura del ponte, hanno visto raddoppiare i tempi necessari per arrivare a Milano in treno.

Prima di Cavicchioli, sul palco allestito davanti al ponte è salito Ruben Bergonzi, presidente del Comitato. «Da tre mesi non sappiamo perché il 14 settembre il ponte è stato chiuso - ha arrembato -. Da quella sera, la vita di molte persone è cambiata. Da allora, abbiamo sentito solo bugie. Ci hanno detto che i sensori avevano rilevato valori anomali e abbiamo scoperto che non c’erano. Ci hanno detto che il ponte non poteva reggere il suo peso, ma in questi giorni abbiamo visto in azione mezzi pesanti. D’ora in poi vorremmo più lealtà e trasparenza».

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