Una moschea? «Se ne può parlare»

L’atteggiamento è perlopiù di disponibilità a prendere in considerazione una variante al Pgt. M5S e Sinistra: «Vantaggio per la sicurezza e l’integrazione». Boscagli (Ncd): «Ma ci scegliamo noi gli interlocutori». E l’imam del centro Asslam: «Ci piacerebbe, stiamo facendo le nostre valutazioni»

Una moschea? «Se ne può parlare»

Moschea? Se ne può parlare, qualora la comunità musulmana lecchese ne ravvisasse la necessità. Le forze politiche in Consiglio comunale guardano perlopiù con disponibilità all’istituzione di un luogo di culto islamico.
Solo poco più di due anni fa il progetto del centro Assalam che prevedeva una ristrutturazione dello spazio di corso Bergamo prefigurando una vera e propria moschea con tanto - si temeva - di minareto aveva provocato reazioni allarmate.
Ma ora i tempi, i sentimenti e i ragionamenti sono cambiati, paradossalmente sulla spinta dei tragici eventi di Parigi e di Bruxelles. «Per quanto mi riguarda io ritengo che un luogo di culto alla luce del sole, senza alcuna segretezza, aiuti molto l’integrazione e favorisca il monitoraggio da parte delle forze dell’ordine garantendo una maggiore sicurezza grazie anche alla tracciabilità delle frequentazioni. La pensa così Massimo Riva del Movimento 5 Stelle e come lui anche Alberto Anghileri, di “Con la Sinistra cambia Lecco”: «Meglio, di gran lunga, luoghi di culto pubblici, ufficiali, controllati. Ci sono le chiese, giusto che ci siano anche le moschee in una realtà come la nostra dove la popolazione musulmana è sempre più numerosa: sarebbe stupido e controproducente negarla o reprimerla. Uno sforzo di maturità nell’affrontare il nuovo mondo in cui ci troviamo a vivere è necessario a tutto vantaggio della sicurezza e della convivenza pacifica».
La trasparenza del resto è fondamentale e fare di ogni erba un fascio non aiuta a cautelarci dalla follia terrorista. Ne sono convinti gli investigatori dell’antiterrorismo milanese che nei centri di preghiere e nelle piccole moschee non clandestine (123 in Lombardia, sette in provincia di Lecco di cui tre in città)vedono un baluardo moderato e una rete di autocontrollo tempestivo contro le derive fondamentaliste. «L’Islam è un mondo molto complesso, non è tutto uguale - premette Filippo Boscagli di Ncd- per questo la prima cosa da fare, qualora ci venisse richiesta l’autorizzazione per una moschea è di capire bene chi sono gli interlocutori».
Intanto Usama el Santawy, imam del Centro Assalam di Chiuso, afferma: «In merito alla costruzione di una moschea a Lecco, stiamo facendo le nostre valutazioni. Si tratta di un passo molto importante ma non certo facile. Dobbiamo proporre un progetto e verificare i mezzi che abbiamo a disposizione. La nostra idea è quella di trasformare l’attuale capannone del Centro Assalam a Chiuso per renderlo più bello e accogliente. Avremo così una moschea, un luogo di preghiera, ma anche un centro culturale polifunzionale. Quando avremo le possibilità economiche e la documentazione necessaria faremo la nostra proposta».

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