Un caso di malaria al Mandic  Trentenne isolata e trasferita
La donna è arrivata al Ps

Un caso di malaria al Mandic

Trentenne isolata e trasferita

La donna di origini africane era di ritorno da un viaggio

Applicato il protocollo e trasportata al Manzoni

Caso di malaria all’ospedale San Leopoldo Mandic di Merate.

A riscontrarlo sono stati i medici del pronto soccorso del nosocomio di via Cerri dove domenica si è presentata una donna di origini africane di 33 anni che aveva febbre molto alta e altri sintomi riconducibili alla malattia.

I medici in servizio hanno subito ipotizzato che la donna potesse avere contratto il virus della malaria durante un suo recente viaggio nella terra di origine.

Hanno quindi applicato il protocollo che si segue in questi casi, provvedendo ad isolarla, prima in una stanza all’interno del pronto soccorso e, successivamente, attivando il trasferimento nel reparto infettivi del presidio Manzoni di Lecco, dove la paziente è stata portata ieri.

Nelle prossime settimane, la donna verrà sottoposta alle terapie per questo tipo di malattie in modo da poter essere guarita.

Non si tratta di un caso isolato. Dall’Asst di Lecco fanno infatti sapere che, mediamente, nei due presidi per acuti vengono seguiti dai venti ai trenta casi all’anno.

A livello mondiale, vi sono all’incirca 200 milioni di nuovi casi all’anno. I decessi sono circa mezzo milione. La maggior parte dei malati vivono nelle zona in cui la malattia è endemica. Mediamente, gli europei o gli americani che si ammalano di malaria, dopo un viaggio nei paesi in cui la malattia è diffusa, sono tra i 10 e i 30 mila. Nella maggior parte dei casi, il contagio avviene perché non ci si è adeguatamente “protetti” durante il viaggio in uno dei paesi in cui la malattia è endemica.n 
F.Alf.


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