Uilm di Lecco a congresso  Dibattito con Benvenuto
Enrico Azzaro è il segretario provinciale dei metalmeccanici Uil

Uilm di Lecco a congresso

Dibattito con Benvenuto

Giovedì 8 marzo al Griso di Malgrate le assise provinciali sul lavoro e i diritti dei metalmeccanici

Giovedì 8 marzo al Griso di Malgrate

le assise provinciali

sul lavoro e i diritti

dei metalmeccanici

È in programma giovedì 8 marzo al Griso di Malgrate l’undicesimo congresso della Uilm di Lecco, che ha come tema “Rilanciamo il lavoro, riprendiamoci i diritti”.

Dopo gli adempimenti congressuali, alle 11 si terrà una tavola rotonda con Enrico Azzaro (segretario della Uilm di Lecco), Eros Panicali (segretario nazionale Uilm), Giorgio Benvenuto (ex segretario generale della Uil), Carlo Dell’Aringa, docente di Economia politica alla Cattolica, e Gian Marco Centinaio, parlamentare della Lega.

Nella relazione, Azzoni traccerà un bilancio degli ultimi anni di attività: «Nel 2014, pochi avrebbero scommesso o pensato che saremmo riusciti, a riprendere una provincia oramai perduta, se pensiamo che a Lecco la Uilm era scomparsa. E oggi siamo qui a celebrare il nostro congresso provinciale».

Nell’anticipare qualche passaggio della relazione, il segretario Uilm dice: «Arrivato a Lecco, ho capito che occorreva fare una sola cosa, semplice a parole, un po’ meno nei fatti: lasciarmi alle spalle il mio ruolo di funzionario nazionale e fare appieno l’attivista, il delegato, il segretario. La Uilm Lecco andava ricostruita, ridisegnata, sia nell’immagine che nella sostanza, e occorreva subito andare nelle fabbriche. Sapendo che questo avrebbe prodotto una rottura importante degli equilibri del territorio, avrebbe comportato la rottura degli schemi e tutto questo dovevo farlo da solo, senza poter contare su operatori o struttura. La risposta che abbiamo dato è stata la perseveranza. Tutto quello che abbiamo ce lo siamo conquistato e così continuerà la nostra azione. A chi mi chiedeva l’elenco delle fabbriche, ribadisco, tutte e, dove un solo lavoratore ci chiama noi andiamo».


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