Ubi Banca, nei primi nove mesi  utile record di 260 milioni di euro
Ubi Banca, miglior risultato degli ultimi dieci anni

Ubi Banca, nei primi nove mesi

utile record di 260 milioni di euro

È il miglior risultato degli ultimi 10 anni, in crescita rispetto ai 167,3 milioni del periodo gennaio-settembre 2017

Per Ubi Banca, che ha superato gli stress test dell’Eba pubblicati lo scorso 2 novembre, i primi 9 mesi del 2018 si sono chiusi con un utile di 260,6 milioni di euro al netto delle poste non ricorrenti legate alla realizzazione del piano industriale. E’ il miglior risultato degli ultimi 10 anni, in crescita rispetto ai 167,3 milioni del periodo gennaio-settembre 2017.

L’utile netto contabile è di 210,5 milioni, dagli 86,2 milioni dei primi 9 mesi del 2017 al netto di 616,2 milioni di capital gain derivante dall’acquisizione, da aprile 2017, delle tre banche (Marche, Etruria, CariChieti).

A livello patrimoniale, al 30 setttembre 2018, Cet1 fully loaded all’11,42% invariato rispetto a giugno 2018, nonostante l’impatto dell’ulteriore allargamento degli spread sulla riserva di valutazione dei titoli in portafoglio. In crescita la raccolta totale, che raggiunge 192,7 miliardi (rispetto ai 190,9 dell’1 gennaio 2018), di cui 94 miliardi in raccolta diretta (erano 94,4 a gennaio) e 98,8 in raccolta indiretta (erano 96,5 a gennaio).

Una performance particolarmente rilevante si registra nei prodotto di bancassicurazione, passati a 24,7 miliardi (+14,4% rispetto all’1 gennaio 2018 e +2% rispetto allo scorso giugno). Andamento in costante incremento del risparmio gestito, che si attesta a 44,5 miliardi (+1,6% rispetto a gennaio 2018 e stabile su giugno 2018), in un mercato particolarmente difficile.

Impieghi netti in bonis pari a 83,2 miliardi di euro, in calo di circa 1 miliardo su giugno 2018, “soprattutto – spiega Ubi Banca – per effetto di una politica di salvaguardia degli spread”. Rispetto all’1 gennaio 2018 si registra un -0,3 miliardi.

«A seguito della vendita delle sofferenze cartolarizzata – fa sapere la banca – e dell’attività di recupero, i crediti deteriorati lordi si riducono di circa 1.517 milioni rispetto al 30 giugno 2018 e di 1.922 milioni rispetto all’1 gennaio 2018».

Per quanto riguarda il terzo trimestre 2018, il periodo si è chiuso con un utile di 38,5 milioni al netto delle componenti non ricorrenti (101,1 milioni nel secondo trimestre 2018 e 37,3 nel terzo trimestre 2017).L’utile netto incluse le componenti non ricorrenti si è attestato a 1,6 milioni, «influenzato da oneri straordinari legati al piano industriale (oneri legati all’accordo sindacale firmato a settembre 2018 per 36,9 milioni netti nel trimestre) e dalle perdite (43,8 milioni netti) relative alla cessione delle tranches mezzanine e junior della cartolarizzazione di sofferenze, che ha consentito il consolidamento». Un utile che si raffronta con un utile netto di 91,2 milioni nel secondo trimestre 2018 e di 6,4 milioni nel terzo trimestre 2017.

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