Truffe sul credito

Cinquantadue casi a Lecco

Truffe sul credito  Cinquantadue casi  a Lecco

Tredici casi al giorno in Lombardia, anche nella nostra provincia il fenomeno è in aumento I consigli per evitare furti di dati in casa ma anche per controllare le operazioni di carte e bancomat

Un danno da 77 milioni di euro nei soli primi sei mesi di quest’anno, per 16.700 casi in crescita del 36,7% rispetto al primo semestre del 2018.

Sono i principali numeri delle frodi creditizie a livello nazionale, con un’incidenza che peggiora se si considera la sola Lombardia, dove il fenomeno crea ora un vero e proprio allarme, con oltre una cinquantina di casi che hanno colpito anche il Lecchese. Una tendenza che peggiora soprattutto in questo periodo, avvertono gli esperti, visto che «tradizionalmente la quota più rilevante dei casi si concentra nel periodo natalizio».

I reati in questione riguardano i furti di identità e le frodi creditizie con cui, attraverso l’uso illecito dei dati personali e finanziari altrui, chi delinque lo fa per acquistare beni o inserirsi, ovviamente sempre in modo occulto, in linee di credito al consumo. Secondo l’”Osservatorio Cris-MisterCredit” da gennaio a giugno di quest’anno in Lombardia ci sono stati 2.305 casi (quasi 13 al giorno) con una crescita del 53,2% rispetto ai 1.505 casi registrati nello stesso periodo dell’anno scorso, dato che fa della Lombardia la regione più colpita d’Italia, davanti alla Campania (2.278 casi) e al Lazio (1.933).

Con 52 casi contro i 42 dell’anno scorso anche Lecco vede un peggioramento, seppure minore rispetto alle medie nazionale e regionale. Il maggior numero di frodi creditizie riguarda la provincia di Milano, con 939 casi (contro i 557 dei primi 6 mesi dell’anno passato), che la collocano al 3° posto nel ranking nazionale. Seguono ben distanziate Brescia (che con 254 casi contro i 171 del 2018 occupa il 12° posto in Italia), Monza e Brianza (221 casi), Bergamo (204) e Varese (191).

Si rubano dati personali soprattutto per acquistare in modo fraudolento elettrodomestici (30,5% dei casi), elettronica e telefonia (7,6%), abbigliamento (6,9%, +55% sull’anno scorso), arredi (7,9%), auto e moto (13,7%), ristrutturazioni edilizie (7,6%), viaggi (3,8%) ma anche per trattamenti estetici, spese professionali, assicurazioni.

«In Italia - commenta Beatrice Rubini, direttore della linea Mister Credit di Crif -.il furto di identità è un fenomeno sempre più diffuso, che coinvolge persone e aziende. Mentre ampie fasce di popolazione si stanno velocemente aprendo al mondo digitale, organizzazioni criminali si stanno specializzando sulle frodi online. La vulnerabilità alle frodi creditizie perpetrate attraverso un furto di identità – aggiunge - è accresciuta anche dal fatto che sul web spesso vengono pubblicati dati anagrafici e identificativi, come il codice fiscale, o i recapiti personali, come l’email o il numero di cellulare. L’incremento dei casi rilevati nella prima metà dell’anno è assolutamente impressionante».

Rubini indica i fondamentali per difendersi spiegando che cancelli e allarmi per difendere dati custoditi in casa sono utili, ma serve anche attivarsi con «sms di allerta per controllare le transazioni con la carta di credito o sistemi che avvisano se i nostri dati vengono utilizzati per chiedere un prestito o se stanno circolando sul web».


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