Trafilerie, il futuro
è nelle piattaforme

Come produzione siamo a livelli precrisi ma la domanda interna è più debole di dieci anni fa: «Ci salva l’export, abbiamo trovato mercati alternativi»

Trafilerie, il futuro è nelle piattaforme
I partecipanti alla tavola rotonda coordinata dal direttore de La Provincia Diego Minonzio (primo a dex) alla sua dx Lorenzo Angelini, Lucia Frigerio, Andrea Beri, Francesco Silvestri

Una platea nutrita, composta in buona parte da trafilieri e imprenditori del territorio, ha partecipato ieri pomeriggio al convegno organizzato da Siderweb (con Camera di Commercio, Lariodesk, Distretto metalmeccanico e Metal District skills) sul tema “Trafilere, l’evoluzione di un settore chiave” , che ha permesso di fare il punto in modo approfondito sulla situazione di un comparto fondamentale per l’economia nazionale e, in particolare, lecchese.

L’evento è stato incentrato sugli spunti offerti da “Bilanci d’Acciaio”, lo studio effettuato dagli specialisti di Siderweb su oltre 4.000 bilanci di aziende del comparto, analizzandone criticità e punti di forza, andamento e possibili prospettive. Ne è risultato un incontro dai contenuti molto interessanti, basato sui numeri forniti dall’Ufficio studi della realtà bresciana riferimento per l’acciaio e sulla tavola rotonda con alcuni protagonisti dell’imprenditoria lecchese.

Se a fare gli onori di casa è intervenuta il segretario generale della Camera di Commercio, Rossella Pulsoni, che ha ragionato soprattutto in prospettiva («La futura Camera dovrà essere vicina alle imprese, tenendo al centro le loro istanze ed esigenze, e ci si dovrà focalizzare sulla formazione delle nuove generazioni»), il presidente dell’ente camerale ha fatto sapere che «oltre 1.700 imprese lecchesi operano nel metalmeccanico, e sulla trafilatura il Distretto è medaglia d’oro nazionale – ha dichiarato Daniele Riva -. Una realtà che anche sui livelli dell’export mantiene elevate performance: la metalmeccanica lecchese è leader nelle esportazioni, totalizzando oltre il 30% del totale provinciale (+7,5% nel primo semestre 2018; avanzo commerciale ben oltre il mezzo miliardo di euro). Siderweb certifica che nei prodotti della prima trasformazione dell’acciaio Lecco esporta oltre 1/4 del totale lombardo e oltre 1/8 di quello italiano: non male per un territorio che conta il 3% delle imprese regionali e l’1% di quelle italiane».

Si è entrati subito nel merito dell’argomento, con il presidente Siderweb Emanuele Morandi a evidenziare che «il futuro non è nella singolarità delle nostre imprese, ma nelle piattaforme; come quelle che operano nella Silicon Valley, che non producono ma utilizzano i dati». Un concetto, quello della rete, che sarebbe quindi tornato in diversi altri momenti del convegno.

I riflettori si sono accesi quindi sulle esposizioni dell’Ufficio studi. «A livello di produzione siamo a livelli precrisi, ma la domanda interna è più debole di dieci anni fa – ha spiegato Gianfranco Tosini -. In questo senso, ci salva l’export: siamo riusciti a trovare mercati di sbocco alternativi, anche se i numeri dimostrano che siamo ancora “polverizzati” in termini di quantità di aziende e loro dimensioni. In ogni caso, i bilanci del 2018 si chiuderanno con dati buoni, come quelli del 2017. Ci sono incertezze però per il prossimo anno, su cui peserà un’eredità negativa fatta dal rallentamento che registriamo in questi mesi. Per chiudere un 2019 in modo positivo servirà una ripresa forte nel secondo semestre, ma al momento non ne vedo le avvisaglie anche a causa della crisi dell’automotive. Resta comunque il dato che gli italiani sono i migliori trafilieri europei».

La parola è passata poi a Stefano Ferrari, responsabile dell’Ufficio studi, che si è addentrato nei risultati dell’analisi effettuata, parlando dell’alta rappresentatività del campione (le 180 aziende analizzate rappresentano l’80% del totale in termini di fatturato, con i loro 2,2 miliardi di euro) e illustrando le metodologie seguite e i risultati ottenuti.

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