Tornano i roccoli? Due leggi in Regione  I cacciatori applaudono: «Avanti così»
I roccoli esistono ancora, ma vengono utilizzati per finalità scientifiche

Tornano i roccoli? Due leggi in Regione

I cacciatori applaudono: «Avanti così»

Entrambi i progetti sono firmati

dal consigliere lecchese Mauro Piazza

Fino ai primi anni ’90 del secolo scorso erano, un tratto caratteristico dei monti (anche) lecchesi: i roccoli, strutture attrezzate per la cattura di uccelli (con reti appese a fili tiranti) da rivendere poi come richiamo ai cacciatori.

Della loro esistenza, riportano le cronache, si ha prova già dal basso medioevo. Ma dal 1992 la Legge li vieta «salvo deroghe concesse dalle Regioni».

Su un tema di cui si dibatte da anni, il consigliere regionale azzurro lecchese, Mauro Piazza, ha depositato un progetto di legge. Anzi due.

«In commissione agricoltura del consiglio regionale lombardo sono stati presentati due progetti di legge sul tema della caccia - spiega l’esponente di Forza Italia - il primo prevede la deroga per il prelievo venatorio per la peppola e il fringuello; il secondo, invece, concede la riapertura dei roccoli autorizzando così la cattura di tordi e merli».

«Ho visto da vicino la realtà dei roccoli - continua - e so con quanto lavoro e impegno i cacciatori si dedicano all’attività venatoria che per il nostro territorio è sinonimo di tradizione e cultura: per questo ho firmato i progetti di legge».

«Condivido in pieno la proposta: la legge in vigore non ha senso» sostiene il presidente del Comprensorio caccia Prealpi lecchesi, Roberto Combi.


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