Superbonus, nel Lecchese

già nate 18 nuove imprese

Edilizia, anche Currò (5 Stelle) chiede di prorogare il provvedimento almeno fino al 2023. Positivi i primi effetti

Superbonus, nel Lecchese già nate 18 nuove imprese
L’edilizia confida molto nel Superbonus

Il Superbonus 110% è stato accolto con soddisfazione dal tessuto economico nazionale e, naturalmente, anche lecchese, nonostante le difficoltà tecniche e burocratiche che comporta. E’ importante dunque che venga riproposto, per supportare un rilancio che si sta faticosamente inseguendo.

A sostenere la necessità di prorogare il provvedimento almeno fino al 2023 è il parlamementare Giovanni Currò, vicepresidente della Commissione Finanze della Camera. Del resto, gli effetti si sono già avuti anche sul territorio lecchese, con la costituzione di una ventina di nuove aziende.

«In provincia di Lecco – ha rimarcato il deputato - sono già nate 18 nuove imprese su un totale di 3.014 realtà, come accertano i dati delle Camere dei Commercio-UnionCamere e, secondo una ricerca condotta per Ance, se avrà modo di esplicare i suoi effetti per almeno tre anni il Superbonus porterà a un incremento occupazionale di 100mila addetti già dal primo anno».

L’ulteriore effetto sarà quello di impattare sul Pil nazionale, che salirà «di 3 punti percentuali, con una crescita stimata di 63 miliardi di euro». «Il superbonus 110%, oltre a tutelare l’ambiente e la salute attraverso la promozione di risparmio energetico e le fonti rinnovabili, come confermato da UnionCameraInfoCamere».

Sempre dall’analisi, emerge che per i tre quarti delle imprese questa crescita si deve alle piccole realtà individuali, agli specialisti nelle attività di impiantistica e di finitura degli edifici e ai posatori di infissi. «Segno che la piccola e media impresa potrà trarre grande giovamento dalla riconversione ecologica dell’economia e da un’edilizia che garantisce efficienza, sicurezza e risparmio alle famiglie».

© RIPRODUZIONE RISERVATA