Strade, Lecco al palo  Bocciato il supercommissario
Code sulla Statale 36: bocciato a Roma il commissario per le strade lecchesi

Strade, Lecco al palo

Bocciato il supercommissario

Sparisce dallo “Sblocca cantieri” l’emendamento proposto da Antonella Faggi

Un commissario ad hoc per la SS 36, la provinciale 72 e il nodo di Chiuso della futura Lecco-Bergamo; una figura, insomma, in grado di bypassare le lungaggini burocratiche e calamitare risorse sui riammodernamenti dei tracciati.

Troppo bello per essere vero? Parrebbe proprio di sì, dal momento che l’emendamento a firma Antonella Faggi, precedentemente inserito nel decreto Sblocca cantieri, è stato stralciato a un passo dall’approvazione definitiva giovedì al Senato. Una beffa, di fronte alla quale la senatrice leghista (peraltro relatrice del testo a Palazzo Madama) si è detta contrariata (eufemismo), ma «determinata a riottenerne il via libera dentro il contenitore del dl Crescita».

L’operazione sarebbe stata in effetti manna dal cielo e non pochi amministratori locali coinvolti ne erano già a conoscenza. «Per fortuna non ho venduto in anticipo la pelle dell’orso e non ho sbandierato troppo in giro la cosa – commenta amaramente la senatrice lecchese – ma quando mi garantiscono che il mio contributo viene inserito nel testo e poi, dieci minuti prima, mi avvisano che è stato tolto, beh… potete immaginare che non la prendo certo bene».

A quanto pare, tuttavia, non ci sono “manine” di mezzo (per usare un termine caro al vicepremier Luigi Di Maio). La questione parrebbe non essere politica, quanto piuttosto tecnica. «No, non c’è alcun problema con i Cinque stelle – conferma Faggi, reduce proprio giovedì dalla stretta di mano post voto con il ministro alla partita Danilo Toninelli – con cui lavoro alla perfezione. Mi hanno poi spiegato che si è trattato di una scelta della commissione bilancio, dovuta al fatto che non tutte le coperture necessarie erano in effetti state reperite. Arrivati come siamo arrivati sul filo del rasoio, e in una settimana direi molto calda sul fronte politico, il testo è stato prudenzialmente ridefinito. Non mollo di certo: ora l’obiettivo è che l’emendamento entri a far parte del dl Crescita».

Insomma, tutto rimandato. Un vero peccato, in realtà, perché il ruolo di relatrice della proponente ex borgomastra di Lecco aveva perlomeno fatto ben sperare. Un commissario ad hoc per la superstrada, la relativa provinciale a lago e il nodo di Chiuso, avrebbe senz’ombra di dubbio gettato uno squarcio di luce su una situazione gestionale piuttosto problematica. «Una simile arteria, con i suoi corollari – commenta la senatrice – si ritrova oggi in un contesto di burocratizzazione estrema. Porre una persona ad hoc significa consentire di bypassare le procedure tramite norme specifiche e, non ultimo, di abbreviare i tempi per lo stanziamento di risorse e la realizzazione delle opere».

Manna dal cielo, come dicevamo Al momento però, per stare in tema biblico, la traversata nel deserto del sistema infrastrutturale lecchese attende ancora segnali di speranza. Con buona pace dell’emendamento cassato.


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