Sormani (Orsa Maggiore)

«Ci scaricano le colpe addosso»

La nuova chiusura delle discoteche e le reazioni dei proprietari dei locali

Sormani (Orsa Maggiore) «Ci scaricano le colpe addosso»
L’esterno della discoteca Orsa Maggiore di Lecco

La nuova chiusura delle discoteche dopo un solo mese dalla loro riapertura, a causa dell’emergenza Covid, amareggia ma non sorprende Carlo Sormani, titolare della discoteca Orsa Maggiore di Lecco.

«Me l’aspettavo. Ormai per l’opinione pubblica, noi delle discoteche siamo quelli che fanno ubriacare la gente, i responsabili delle stragi del sabato sera e dello spaccio di droga. Adesso siamo anche i responsabili dei contagi. Mentre quel che succede sulle spiagge non ha conseguenze sanitarie? Ho fatto un giro a Rimini settimana scorsa, in viale Ceccarini c’erano assembramenti ovunque».

Per il gestore dell’Orsa il problema della crescita dei contagi non si risolverà in questo modo: «Noi abbiamo riaperto il 10 luglio. Forse ci si è dimenticato di cosa accadeva prima? I ragazzi erano in giro per il centro e per le piazze, con le bottiglie in mano, ammassati e ogni sera c’erano risse. Non credo che con la chiusura delle discoteche i giovani staranno a casa. Il problema tornerà a spostarsi da un’altra parte».

All’Orsa erano state diverse le misure messe in campo per rispettare le norme anti Covid: «Avevamo limitato la capienza a 900 persone anche se non era esplicitamente richiesto dalla Regione. L’ingresso avveniva su prenotazione, mentre chi non prenotava per entrare deve compilare un modulo dichiarando la propria presenza nella discoteca. Avevamo tenuto aperto tutte e due le piste all’esterno e la spiaggia, pur con un numero ridotto di presenze, per limitare gli assembramenti e lasciare più spazio fruibile ai clienti. Al bar c’era un addetto alla sicurezza che limitava gli accessi. Oltre alla misurazione della febbre all’ingresso, avevamo obbligato tutti i clienti a indossare le mascherine, anche se in pista non tutti osservavano questa obbligo, ma ci abbiamo provato. Negli ultimi giorni eravamo stati ancor più rigorosi, vista la situazione».

Per Sormani la soluzione doveva essere un’altra: «Invece che chiudere, si dovevano controllare le discoteche che non rispettavano le normative. Noi abbiamo passato un mese a discutere con le persone che non volevano stare alle regole. Io penso che responsabilità debbano essere personali, non può sempre essere delegato tutti ai gestori dei locali. Abbiamo lo scanner per vedere se chi entra nasconde coltelli o altro; verifichiamo i documenti per non dare da bere ai minorenni; adesso avevamo un sacco di moduli da compilare per il Covid e controlli da effettuare. Ma si dipingono sempre i gestori delle discoteche come quelli che vogliono solo fare i propri interessi. E allora – conclude provocatoriamente – è giusto chiudere, così l’opinione pubblica è contenta che è stato risolto il problema del virus. Poi ci si accorgerà che non è così, che i contagi ci saranno ancora e che si tornerà a un mese fa, con le risse e i giovani assembrati in piazza».n S. Sca.

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