Sicurezza, il Pd si divide  «Sbagliato dare armi ai vigili»
La pistola nella fondina dei vigili urbani fa discutere

Sicurezza, il Pd si divide

«Sbagliato dare armi ai vigili»

Lecco, il segretario provinciale Fausto Crimella prende le distanze: «Finta soluzione, tre pistole in più non servono. Meglio aspettare e discuterne con le forze dell’ordine»

«Se io fossi consigliere comunale non la voterei affatto». La proposta di dotare i vigili urbani di armi per dare loro uno strumento in più in situazioni particolari, ora che la sicurezza è diventata un tema più che sensibile, non trova tutti d’accordo.
Senz’altro anche nel Partito democratico non tutti la pensano come la giunta guidata dal sindaco del Pd Virginio Brivio, ma che a prendere le distanze con fermezza da questa decisione, condivisa dalla Lega e dal centrodestra, sia nientemeno che il segretario provinciale Fausto Crimella, apre di fatto e ufficializza un problema politico nel partito.
«La mia posizione è differente rispetto a quella dell’amministrazione comunale», dichiara apertamente il segretario provinciale.
Contrario alla pericolosa proliferazione delle armi? «No no, la questione non è in questi termini. È un caso diverso, non si tratta della logica armi sì o armi no. Mettiamola così: secondo me dobbiamo ragionare sulla percezione della sicurezza da parte dei cittadini, e non sono certo tre o quattro pistole in più a fare la differenza. A fare la differenza, invece, ad aumentare il senso di protezione e di serenità della gente, è semmai la presenza assidua di controllo e vigilanza sul territorio delle forze dell’ordine».
Crimella riconosce che se il problema è ben posto, perché sulla sicurezza non si scherza e la collettività ha bisogno di risposte, la soluzione individuata è a suo dire proprio sbagliata. Anzi, «è una finta soluzione che semina in giro qualche arma in più, come se non ce ne fossero già abbastanza, senza offrire affatto la risposta giusta, quella efficace e risolutiva: la gente guarda la divisa e non se appesa alla cintura c’è un fondina; in altri termini è la presenza dei tutori dell’ordine a dare a una collettività il senso di essere contenuta e protetta da un cordone di vigilanza sempre pronta ad attivarsi in caso di necessità».
L’invito all’amministrazione è a prendere tempo per ponderare la questione . Ma segretario e sindaco ne hanno parlato? «Velocemente - dice Crimella - e ognuno è rimasto sulle sue posizioni».


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