«Se sarò eletto abiterò a Morterone»  Il candidato gay lancia la sfida al paese
A sinistra Alex Garau, al centro Andrea Grassi e Francesco Di Bella

«Se sarò eletto abiterò a Morterone»

Il candidato gay lancia la sfida al paese

Elezioni Oggi l’incontro in municipio alla presenza di una decina di persone (metà dei votanti) Andrea Grassi ha proposto la posta privata e un chiosco per l’alimentari: «Noi siamo inclusivi»

Parte in quarta il candidato sindaco del Partito Gay Lgbt+, Andrea Grassi, che corre alle elezioni del 3 e 4 ottobre nel Comune meno popolosto di Italia, trentadue residenti di cui neanche dieci stabilente abitanti in paese. Ieri, allora, si può dire che all’incontro con gli esponenti del Partito Gay in municipio c’era almeno metà paese, dieci persone tra cui però qualche non residente.

Imprenditore del sud

Grassi, affiancato dal capolista Alex Garau e dal candidato Francesco Di Bella, ha voluto subito mettere le cose in chiaro: «Se sarò eletto sindaco troverò un alloggio qui, per starci almeno tre giorni alla settimana a contatto con i cittadini e con chiunque frequenti Morterone». Imprenditore nel ramo del turismo a Villa d’Adda, trentaduenne residente a Terno d’Isola, orginario di Grottaglie - «sono arrivato in Lombardia dodici anni fa con cento euro in tasca e quattro valigie -, si è presentato: «Intendo fare di tutto affinché Morterone non diventi una frazione di Lecco come si vorrebbe. Il nostro è un partito inclusivo non solo composto da persone gay, lesbiche, trans, ma anche eterosessuali, la nostra missione è quella di badare a realtà come quelle dei piccoli Comuni e non solo, considerato che siamo presenti anche nelle metropoli». E come fare a rendere Morterone appetibile dodici mesi all’anno? «Ad esempio dando al paese un servizio fondamentale come quello del recapito della corrispondenza come raccomandate, pacchi, mediante l’attivazione di un ufficio di poste privato».

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