RistorExpo rilancia

«Umanesimo enogastronomico»

Lariofere: la rassegna nel primo weekend di autunno, il motto per la nuova edizione è “ricomincio da me” - Dal food la visione di una nuova economia sostenibile

RistorExpo rilancia «Umanesimo enogastronomico»
L’hotellerie sarà uno dei temi del prossimo RistorExpo

“Ricomincio da me”: questo il motto che riassumerà i contenuti, le idee, le attività e, soprattutto, le motivazioni e gli intenti della ventitreesima edizione di Ristorexpo, presentata ieri a Lariofiere, che si terrà dal 26 al 29 settembre a Erba.

Un claim che riassume anche lo spirito con cui lo stesso ente fieristico vive questo particolare momento post pandemia, perché Ristorexpo 2021 segna il suo ricominciare da se stesso e la sua ripartenza.

Nelle parole di Fabio Dadati, presidente di Lariofiere, e di Giovanni Ciceri, presidente di Confcommercio Como, ricorre sempre come un fiume carsico l’importanza del sistema fieristico quale punto di incontro e di confronto per gli operatori e, dopo un anno di sofferenze, la ripresa delle attività da una parte e il buon avvio della stagione estiva dall’altra fanno respirare una sana fiducia, con tutte le debite scaramanzie del caso.

Se il format di Ristorexpo sarà quello delle precedenti edizioni, quest’anno la fiera si terrà a settembre, il periodo ideale per riflettere sul da farsi in vista della prossima stagione, tenendo conto delle nuove abitudini che nel frattempo si saranno consolidate anche tra i consumatori, un esempio su tutto i servizi di sanificazione e igienizzazione degli ambienti. Il programma è ancora in fase di definizione: oltre a sintetizzarsi in “Ricomincio da me” si articolerà in un input agli ospiti sul tema di un nuovo umanesimo enogastronomico che inviti, dopo tutto quello che è stato sofferto dal settore horeca, a ragionare sui valori di sostenibilità, sussidiarietà, solidarietà e a come declinare tali valori nella realizzazione dei prodotti o nelle tecniche di coltivazione, nella scelta delle attrezzature, nella proposta dei servizi, nella crescita professionale attraverso una continua formazione e nella collaborazione con le scuole.

Giovanni Ciceri ha sottolineato il concetto base di questo nuovo umanesimo enogastronomico: «Un’azione economica che si trasforma in ciò che cuciniamo», con l’obiettivo di creare un’economia sostenibile che faccia circolare prodotti e valori di qualità.

Una riflessione che si allinea con quanto emerso anche dal Rapporto Annuale della Federazione Italiana Pubblici Esercizi 2020, che descrive un profondo cambiamento in atto nel settore. Secondo Fipe, infatti, «per i primi 3-5 anni post-pandemia è ipotizzabile un rimbalzo dei consumi fuori casa anche maggiore rispetto ai livelli pre-Covid a fronte di un consumatore sempre più esigente, attento e alla ricerca di un’esperienza d’acquisto gratificante a 360 gradi».

Antonella Colombo, direttore di Cfp Como, ha sottolineato la complessità del periodo appena vissuto in ambito scolastico e formativo, ribadendo la necessità di mantenere la motivazione nei ragazzi e di non far venire mai meno la collaborazione e il confronto con le scuole, i luoghi in cui per primi ci si interroga sulle nuove professioni e sui principi della convivialità e del rapporto con il pubblico, che sono oggi oggetto di una riorganizzazione.

In conclusione di conferenza stampa, Fabio Dadati ha ringraziato Regione Lombardia per le il sostegno che consentirà di reperire risorse economiche, le associazioni di categoria e la Camera di Commercio Como-Lecco, per la misura che ha preso a sostegno delle attività che parteciperanno ai sistemi fieristici, a cui sarà concesso un contributo che consentirà una riduzione dei costi di partecipazione.

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