Ricatti “hard” a bancario del Canturino
Chiusa l’inchiesta, subito a processo

Chiesto il giudizio immediato dei tre giovani sottoposti a misura cautelare per estorsione. Minacciavano di diffondere foto. Il direttore brianzolo era stato adescato attraverso i social

Ricatti “hard” a bancario del Canturino Chiusa l’inchiesta, subito a processo
UNO SCORCIO ALL' INTERNO DEL TRIBUNALE CIVILE E PENALE DELLA CITTA' - LECCO 14 FEBBRAIO 2020
(Foto di Sandro Menegazzo)

Inchiesta chiusa in tempi record, con il magistrato inquirente, il sostituto procuratore della Repubblica di Lecco Andrea Figoni, a chiedere il giudizio immediato per i tre giovani sottoposti a misura cautelare per una brutta storia di estorsioni e tentate estorsioni a sfondo sessuale che hanno avuto come vittima un dirigente di banca del Canturino.

Gli episodi contestati

La data della prima udienza del processo, davanti al collegio del Tribunale di Lecco, è fissata per il 14 ottobre, ma è probabile che si decida tutto prima, a luglio, davanti al giudice per l’udienza preliminare: l’imputato principale, finito in carcere direttamente dagli arresti domiciliari per una vicenda analoga avvenuta in provincia di Monza, sarebbe infatti intenzionato a chiedere il rito abbreviato. Ipotesi che starebbero valutando anche gli altri due giovani finiti nei guai (per loro è scattato l’obbligo di firma).

Tre gli episodi consumati nella Brianza lecchese attribuiti dal sostituto procuratore Figoni a quello che viene considerato il “dominus” dell’organizzazione, Norberto Fumagalli Beretta, 25 anni, casa a Missaglia, dove stava scontando agli arresti domiciliari una condanna a 4 anni e 8 mesi “rimediata” la scorsa estate in abbreviato a Monza, a una ragazza del 2001 residente a Briosco (Monza e Brianza) e a un altro giovane, casa a Monticello Brianza, pure di 20 anni.

Al direttore di banca, i tre – con l’intervento, in un caso, di un uomo di 59 anni di Verano Brianza, la cui posizione è però definita “minore” in quanto si sarebbe limitato a una telefonata di minaccia, spacciandosi per il padre della giovane – avrebbero estorto denaro contante in tre tranche, da 750, 850 e 600 euro. A mettere la parola fine su quella che viene definita “sex extortion”, la denuncia della vittima nell’ottobre 2020.

Il ruolo della ragazza di Briosco

Il dirigente di banca era stato adescato su un sito di incontri dalla ragazza di Briosco, dietro la quale ci sarebbe però stata una vera e propria organizzazione. Concordato l’appuntamento, la ragazza e il professionista si sarebbero appartati in un luogo tranquillo, a bordo di un’auto.

La “trappola” degli scatti

Non ci sarebbero stati rapporti sessuali completi, la ragazza si sarebbe limitata a spogliarsi e a rimanere a seno nudo: a quel punto erano entrati in scena i complici, che avrebbero immortalato la scena scattando fotografie. Era così partita la richiesta di denaro. Le indagini hanno preso il via quando il dirigente di banca, dopo aver pagato più volte i suoi ricattatori, si è rivolto al comando della polizia locale di Cantù, che ha subito allertato la Procura di Lecco. Quindi le indagini coordinate da Figoni e sviluppate in collaborazione tra gli agenti canturini e i carabinieri del Nucleo operativo radiomobile di Merate, principalmente attraverso intercettazioni telefoniche e servizi di pedinamento e osservazione.

Gli altri episodi, per i quali sono indagati altri tre giovani, uno residente a Nibionno, si sarebbero invece consumati del Comasco e sono stati stralciati dal fascicolo lecchese. La posizione di Fumagalli Beretta è ritenuta la più grave, avendo commesso il contestato reato a i domiciliari.

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