Reddito di cittadinanza   a mille stranieri
Il reddito di cittadinanza è un cavallo di battaglia del vicepremier Di Maio

Reddito di cittadinanza

a mille stranieri

A Lecco e provincia: questa è la quota di residenti non italiani che ne avrà presumibilmente diritto - Colombo (Lega): «Una boiata di per sé, se ci aggiungiamo pure i soldi per gli immigrati è doppia»

Circa mille stranieri: sarà questa la quota di residenti non italiani in provincia di Lecco che avrà presumibilmente diritto al reddito di cittadinanza.

Dopo l’approvazione della manovra finanziaria negli ultimi giorni dello scorso anno, anche le misure che la compongono iniziano di fatto ad assumere tratti più definiti.

In modo particolare, continua a delinearsi il reddito di cittadinanza, misura regina del contratto di governo a forte tinta pentastellata.

Nei giorni scorsi, infatti, i quotidiani nazionali hanno riportato una primissima stima della segreteria politica M5S. A quanto pare, sarà straniero il 5% della platea totale degli individui che riceveranno il reddito di cittadinanza.

Un passo indietro: si tratta ovviamente di cittadini comunitari o extracomunitari maggiorenni e residenti da dieci anni (e senza interruzioni) in Italia.

Paletti chiari, insomma, ma non particolarmente stringenti (anche la platea muta completamente carattere rispetto a quella dell’attuale reddito di inclusione), e che individuano una quota stimata proprio dagli addetti ai lavori pentastellati in circa 250mila stranieri.

Allo stesso modo, non è particolarmente complesso calcolare la quota relativa alla provincia di Lecco, dove risiedono in totale 27mila stranieri e dove il peso degli aventi diritto al reddito (italiani o stranieri che siano) non andrebbe oltre un cittadino su venti.

Tenendo conto di tutti i fattori che allontanano il dato lecchese da quello nazionale (sia in termini di immigrazione che di esposizione alla misura assistenziale), ci si attesterebbe appunto su una quota di circa mille stranieri.

Un dato certamente rilevante che pone, anche sul nostro territorio, lo stesso problema politico che il dato nazionale pone alla già cagnesca dialettica tra Lega e Cinque Stelle.

Non è un mistero che il Carroccio gradisca assai poco la misura del reddito di cittadinanza in quanto tale. Ma se al danno si aggiunge pure la beffa della quota riservata agli stranieri, ecco che la tempesta in arrivo può non essere ininfluente.

Al di là delle recenti schermaglie sull’approdo o meno dei profughi delle Ong, il provvedimento pentastellato stride parecchio col “Prima gli italiani” del Carroccio.

Del resto, non ci gira intorno il leghista lecchese Giovanni Colombo, quando asserisce che «il reddito di cittadinanza era una boiata di per sé. Se davvero ci aggiungiamo pure i soldi per mille stranieri anche a Lecco diventa una doppia boiata».

Il consigliere comunale non le manda certo a dire ai padri dell’operazione. «Non oso pensare a quello che vedremo. Abbiamo difficoltà a gestire gli italiani nei centri per l’impiego, figurarsi gli stranieri – sono le parole di Colombo – la verità è che, stranieri o non stranieri, sono e restano soldi buttati. Li avessimo investiti in opere pubbliche sarebbe stato molto meglio. Anzi, a darli alle nostre imprese per andare all’estero li avremmo pure visti decuplicati in men che non si dica. Invece preferiamo mettere in scena queste stupidaggini».


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