Produzione super  Anno da ricordare  per la bresaola
Il festival della Bresaola a Sondrio è diventato ormai un appuntamento di forte richiamo in Valle

Produzione super

Anno da ricordare

per la bresaola

Il bilancioQuarto posto in Italia tra i prodotti Dop e Igp

Più 2,2% con un valore alla produzione di 224 milioni

Nell’export ha fatto registrare una crescita del 24%

Quarto posto nella classifica nazionale dei prodotti Dop e Igp a base di carne, crescita del 2,2% con un valore alla produzione di 224 milioni di euro e +24% nell’export. Il 2018 sarà un anno da ricordare per la Bresaola della Valtellina Igp e non solo per i vent’anni del Consorzio, ma anche per i dati sull’andamento di questo salume. Tutti positivi.

La classifica

Si posiziona ai piedi del podio tra i prodotti a base di carne grazie a una produzione registrata nel 2017 di circa 13mila tonnellate (+2,2% rispetto al 2016) e una crescita analoga del valore alla produzione. Nel 2017 anche sui mercati esteri si è registrato un incremento, con un valore di 24 milioni di euro (+23,8%). Questi elementi emergono dal rapporto Ismea-Qualivita “#Dopeconomy” che ha stilato la classifica dei primi 15 alimenti e dei primi 15 vini Dop o Igp.

Nella graduatoria complessiva del cibo a marchio di qualità, il salume tipico della Valtellina compare nella “top ten”, piazzandosi al nono posto dietro a Parmigiano reggiano Dop, Grana Padano Dop, Prosciutto di Parma Dop, Mozzarella di bufala campana Dop, Aceto balsamico di Modena Dop, Gorgonzola Dop, Prosciutto di San Daniele Dop e Mortadella Bologna Dop.

La scelta dei consumatori

Secondo il rapporto Ismea, i consumatori mostrano un crescente interesse verso i prodotti tipici perché li ritengono di migliore qualità, più genuini e salubri rispetto all’offerta di provenienza non certificata. «Hanno il desiderio, insomma, di instaurare legami solidaristici con l’identità culturale dei territori che li esprimono – sottolineano dal Consorzio tutela Bresaola della Valtellina -. Una tendenza in linea con il nostro prodotto, che continua a registrare performance positive, trainato da un aumento dei consumi anche nelle regioni del Sud, in particolare per quello in vaschetta».

«Orgogliosi del traguardo»

Fra i vari dati significativi c’è senza dubbio quello dell’export.

«Siamo molto orgogliosi di questo traguardo – afferma Franco Moro, presidente del Consorzio -. La Bresaola della Valtellina Igp è un volano per il territorio e ambasciatore della qualità e del saper fare valtellinese, con enormi margini di sviluppo in Italia e all’estero».

Questo salume piace soprattutto in Europa - a cominciare da Francia, Svizzera, Germania, Regno Unito, Spagna, Danimarca e Svezia -, ma anche in Canada, Emirati Arabi, Qatar e Armenia. Questi risultati positivi emergono in un anno speciale per quest’organizzazione, che proprio nel 2018 ha celebrato i suoi 20 anni. Dal 23 maggio 1998, data della sua costituzione, «42 milioni di italiani sono stati conquistati da tipicità, tradizione, qualità, sicurezza e garanzia offerti dal marchio Igp che contraddistinguono questo salume».

Il gradimento è aumentato in modo costante ed esponenziale, «elevando il prodotto da tipico a eccellenza di largo consumo, amato in Italia e all’estero, e facendo aumentare i suoi consumi del 45%».

Trend positivo

Questo trend positivo riguarda in mode generalizzato l’agroalimentare del Paese. Il settore food sfiora i 7 miliardi di valore alla produzione e 3,5 miliardi all’export per una crescita del +3,5%, mentre raggiunge i 14,7 miliardi al consumo con un +6,4% sul 2016.

Il comparto wine vale 8,3 miliardi alla produzione (+2%) e 5,3 miliardi all’export (su un totale di circa 6 miliardi del settore). Il sistema delle Dop e Igp in Italia coinvolge 197.347 operatori e garantisce qualità e sicurezza anche attraverso una rete che conta 275 Consorzi di tutela riconosciuti dal Mipaaft e oltre 10mila interventi effettuati dagli organismi di controllo pubblici.


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