Premana, biennio superiori   nessuno si iscrive
Il biennio sarebbe stato istituito al Cfpa di Casargo ma nessuno si è iscritto

Premana, biennio superiori

nessuno si iscrive

Un flop la proposta di istituire al Cfpa di Casargo un corso di “Amministrazione finanza e marketing» Le famiglie hanno scelto il Parini di Lecco: «Pensavamo di dare un servizio all’alta valle ma non è stato recepito»

Un flop la proposta del biennio in alta Valsassina, proposto dall’Ics “Giovanni XXIII” con sede all’interno del Cfpa di Casargo: zero iscrizioni.

Un’offerta innovativa

La proposta era di istituire l’indirizzo “Amministrazione, finanza e marketing”, con un’offerta innovativa al territorio ma le famiglie hanno preferito iscrivere i propri figli a Lecco.

«Non abbiamo avuto iscrizioni. - conferma il dirigente scolastico Maria Luisa Montagna – I quatto o cinque interessati si sono iscritti al “Parini”. Abbiamo capito che si metteva male quando siamo stati ad Introbio a presentare la proposta e non c’è stato interesse da parte dei genitori, forse per la logistica che rende più comodo scendere a Lecco».

Il 15 novembre la proposta è stata illustrata a Premana, ai genitori dei ragazzi in uscita dalla terza media - presenti una dozzina - ed il 22 invece ad Introbio, nella sede delle scuole medie “Nicolò Tommaseo” dove però non è arrivato nessuno.

Serviva l’iscrizione di una ventina di alunni, numero non vincolante però, che avrebbe consentito di far partire la prima classe del biennio con la trasformazione dell’istituto di Premana da comprensivo in omnicomprensivo, con l’offerta formativa dall’asilo alle scuole superiori.

Ovviamente i soli ragazzi in uscita a Premana, trentotto potenzialmente, non sarebbero bastati ad avviare la classe quindi era fondamentale raccogliere le adesioni dal vasto territorio del centro valle che invece ha risposto picche.

«Con l’analisi fatta, gli enti locali pensavano di dare un servizio in più all’alta valle. Probabilmente – ipotizza Montagna – il vantaggio di alzarsi un’ora più tardi per andare a scuola, non è stato considerato così rilevante. La risposta non è per nulla ambigua, dobbiamo prenderne atto».

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